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Mercoledì, 29 Maggio 2024
Il risultato / Croazia

In Croazia il premier uscente vince le elezioni, ma formare un governo sarà difficile

I popolari Hdz primi con il 34% delle preferenze, ma faticheranno a mettere in piedi una coalizione. I socialdemocratici del presidente Milanovic al secondo posto con il 25%, estrema destra ago della bilancia

Si preannuncia un periodo di instabilità in Croazia dopo che le elezioni di ieri (17 aprile) non hanno dato una chiara maggioranza a nessuna formazione politica. Il partito del premier croato uscente, Andrej Plenkovic, ha ottenuto la maggioranza relativa ma perdendo molto terreno in una competizione molto serrata, e che è stata resa più complicata per lui dalla candidatura a sorpresa del presidente Zoran Milanovic, critico nei confronti della fornitura di aiuti militari all'Ucraina.

Il partito conservatore Unione Democratica Croata (Hdz) del premier Plenkovic, da tempo al potere, darà ora il via a difficili colloqui per formare una coalizione dopo aver vinto le elezioni ma senza ottenere la maggioranza, e con l'estrema destra che potrebbe fungere da ago della bilancia. L'Hdz, partito conservatore e filo-Ue, ha conquistato circa il 34% dei consensi e 61 seggi nel Sabor, il Parlamento di 151 membri della nazione. La coalizione 'Fiumi di giustizia' guidata dal Partito socialdemocratico (Sdp) di Milanovic, all'opposizione, si è piazzata al secondo posto con il 25,42% dei voti, conquistando 42 seggi, uno in più delle scorse elezioni. Il partito nazionalista di estrema destra Movimento per la Patria, si conferma al terzo posto con il 9,56 per cento delle preferenze e 14 seggi (-2 seggi).

Milanović aveva annunciato lo scioglimento anticipato del Parlamento lo scorso 15 marzo dopo l’apertura della crisi di governo da parte del premier Plenković. Convocando le urne anticipate, il presidente della Repubblica in carica dal 2020 e già premier tra il 2011 e il 2016, aveva poi sorpreso gli elettori con l’annuncio della sua candidatura a primo ministro alla testa dei socialdemocratici croati. Il tutto sfidando le stesse regole della nazione e scegliendo di non dimettersi dal suo posto, nonostante la Corte costituzionale avesse stabilito che la candidatura non era conforme alla legge, intimandogli di dimettersi prima di fare campagna elettorale, cosa che lui non ha voluto fare.

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