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Giovedì, 6 Ottobre 2022
Euroburocrazia

Un italiano alla guida del Parlamento europeo (con polemica)

Alessandro Chiocchetti è stato nominato segretario generale dell'Eurocamera. Critiche al metodo di selezione e ai suoi legami politici

Il nuovo superburocrate delle istituzioni europee è un italiano: si chiama Alessandro Chiocchetti ed è stato nominato segretario generale del Parlamento europeo, la più alta carica di un'amministrazione che annovera 8mila dipendenti e un budget da 2 miliardi di euro. Un ruolo influente, che permette all'Italia di avere una posizione di peso nello scacchiere delle poltrone Ue. Ma la nomina di Ciocchetti porta con sè anche uno strascico di polemiche

Già nei mesi passati, infatti, i media avevano riportato i malumori all'interno delle forze politiche per la gestione della selezione del nuovo segretario generale da parte dei vertici dell'Eurocamera. La corsa alla carica più alta dell'amministrazione era cominciata ufficialmente dopo le dimissioni di Klaus Welle, il superburocrate tedesco che ha guidato per anni il Parlamento. Il nome di Ciocchetti era emerso subito come quello più accredito per la successione. Ma il curriculum del funzionario aveva sollevato le prime polemiche. 

Capo di gabinetto della presidente del Parlamento Roberta Metsola, Ciocchetti è considerato molto vicino all'ex numero uno di Strasburgo, il forzista Antonio Tajani, e allo stesso Silvio Berlusconi. Inoltre, ricorda Politico, "ha lavorato anche come assistente di Marcello Dell'Utri, il politico italiano  condannato a  sette anni di carcere per i suoi legami con la mafia siciliana. Chiocchetti non è stato accusato di corruzione o legami mafiosi, ma i suoi legami con Dell'Utri sono rimasti fonte di costernazione in Parlamento".

In realtà, più che la passata vicinanza a Dell'Utri, a sollevare le polemiche dietro le quinte dell'Eurocamera sono stati i negoziati tra le forze politiche. Alcune figure di spicco del Parlamento, in particolare l'eurodeputata dei Verdi Heidi Hautala, hanno criticato il metodo di selezione dei candidati, facendo intendere che più che ai curriculum si è guardato agli equilibri di potere e alla spartizione delle poltrone. “Il capo dell'amministrazione del Parlamento - ha detto Hautala - è stato selezionato da un pool di quattro candidati dopo una presentazione di 10 minuti. Questo è del tutto inadeguato e lontanissimo dal soddisfare i requisiti per le assunzioni per posizioni dirigenziali di alto livello al Parlamento". Anche alcuni liberali di Renew Europa, tra le cui fila siede Carlo Calenda, hanno espresso perplessità, sottolineando che i tre candidati alternativi a Ciocchetti sarebbero più qualificati dell'italiano. 

Eppure, dei componenti dell'Ufficio di presidenza del Parlamento che ha il potere di nomina del segretario generale (la presidente Metsola, i 14 vicepresidenti e i 4 questori, tutti esponenti dei vari gruppi politici) nessuno, a parte Hautala, ha votato alla fine contro Ciocchetti. Anche i Socialisti, che avevano annunciato l'astensione, hanno sostenuto l'ormai ex capo di gabinetto di Metsola con i voti dell'italiana del Pd, Pina Picierno, e della greca Eva Kaili. 

Dietro questo largo consenso, sostengono i maligni, c'è un accordo trasversale, da destra a sinistra, per spartirsi le poltrone di peso dell'amministrazione, anche creandone di nuove. È per esempio il caso di Sanna Lepola, vicina alla sinistra, che "guiderà un'unità parlamentare di nuova creazione, ufficialmente chiamata Direzione generale dei partenariati tra democrazie parlamentari", scrive Politico. Mentre ai liberali di Renew dovrebbe andare un nuovo posto di "vice segretario generale". Critico Politico, il quotidiano della bolla Ue: "Un Parlamento già debole, che è stato in gran parte assente su decisioni importanti dell'Ue come l'attuale crisi energetica, è ulteriormente indebolito. Chi ascolterà gli eurodeputati la prossima volta che accuseranno Paesi o istituzioni dell'Ue di clientelismo?".

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