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Sabato, 18 Maggio 2024
Vicini al traguardo

Case-green: sì agli incentivi per le fonti di riscaldamento ibride

Anche i governi degli Stati dell'Ue hanno danno il via libera alla riforma, che punta ad azzerare le emissioni del patrimonio immobiliare tramite ristrutturazioni

Anche gli Stati membri hanno dato il loro via libera alla nuova direttiva sulle Case green. Durante la riunione del Coreper (il Comitato permanente dei rappresentanti dei paesi membri) gli ambasciatori presso l’Unione europea hanno confermato l’accordo raggiunto con il Parlamento europeo a dicembre e votato durante la Plenaria di marzo a Strasburgo. Le nuove norme puntano all'obiettivo delle emissioni zero per le abitazioni dell’Ue entro il 2050. la decisione è passata senza obiezioni, sintomo che il grosso del lavoro (e degli scontri sottesi) è andato a buon fine. Manca solo l'approvazione da parte del consiglio Ecofin per la conferma definitiva, previsto per venerdì 12 aprile.

Gli accordi raggiunti tra le istituzioni comunitarie durante i negoziati stanno reggendo i colpi, nonostante l'opposizione di alcuni governi, come quello italiano. Il compromesso più consistente riguarda l'articolo 9, che lascia ora maggiore flessibilità agli Stati membri, senza indicare requisiti troppo stringenti per i singoli edifici. Saranno i Paesi a definire dei piani per la riduzione dei consumi del loro patrimonio edilizio di carattere residenziale, partendo dal 2020 come anno zero e l'orizzonte ultimo nel 2050 quanto dovrà considerarsi terminato il percorso per migliorare la situazione energetica degli immobili dell'Ue.

Per valutare il miglioramento progressivo della situazione, si terrà conto delle medie di consumo e non della classe di efficienza dei singoli edifici. Questi gli obiettivi intermedi di riduzione dei consumi : del 16% fino al 2030 e del 20-22% nel 2035. Il vincolo principale della direttiva è il seguente: gran parte delle ristrutturazioni dovranno riguardare il 43% meno performante del patrimonio edilizio. In sostanza, non sarà possibile perseguire gli obiettivi solo grazie agli immobili nuovi. In Italia i lavori prioritari dovrebbero riguardare tra i tre e i cinque milioni di edifici.

L'abbandono delle caldaie a gas a metano è l'altro pilastro della riforma, che punta a ridurre il consumo di combustibili fossili nelle case. Qui i governi hanno ottenuto di poter raggiungere il risultata entro il 2040, anziché il 2035 come originariamente previsto. Eliminando gli incentivi fiscali per questi apparecchi già a partire dal 2025, è stato sancita la possibilità di offrire incentivi ai sistemi di riscaldamento ibridi, ad esempio quelli che combinano caldaie e pompe di calore o impianti solari.

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