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Domenica, 16 Giugno 2024
La proposta / Russia

Attaccare la Russia con i missili europei: il via libera all'Ucraina divide la Nato

Prima Stoltenberg, poi Macron hanno aperto alla possibilità per Kiev di usare le armi occidentali per colpire le basi militari sul suolo russo, cosa finora proibita. L'Italia e la Germania, però, frenano per paura di un'escalation

Per chiarire meglio il concetto, ha mostrato una cartina della regione di Kharkiv, l'ultimo fronte aperto dalla Russia in Ucraina. A colpi di missili. E proprio qui, nella necessità di "neutralizzare" le basi da cui Mosca sprigiona la sua potenza di fuoco aerea, sta la ragione per cui il presidente francese Emmanuel Macron, nel corso di un bilaterale con il cancelliere tedesco Olaf Scholz, ha annunciato di essere a un passo dal consentire a Kiev di utilizzare le armi fornite da Parigi per colpire la Russia nel suo territorio, cosa finora proibita dai Paesi Nato. Una linea rossa che non solo la Francia, ma anche altri alleati di Kiev, potrebbero rimuovere. Con il rischio, però, di scatenare un'escalation tra Occidente e Mosca dai risultati imprevedibili.

La spinta di Macron

"Pensiamo che dovremmo permettere" all'Ucraina "di neutralizzare i siti militari da dove vengono lanciati i missili, da dove l'Ucraina viene attaccata", ha detto Macron, sottolineando però che "non dovremmo permettere loro di toccare altri obiettivi in ​​Russia, e ovviamente le strutture civili". A lanciare questa idea era stato nei giorni scorsi il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, provocando la dura reazione dei Paesi dell'Alleanza atlantica più restii, tra cui l'Italia.

Di contro, i Paesi baltici e la Polonia hanno subito sostenuto la proposta, tanto che da Varsavia rimbalzano voci di un possibile via libera polacco all'uso delle sue armi da parte di Kiev sul suolo russo. Anche gli Stati Uniti starebbero valutando questa strada, stando a quanto riporta il quotidiano statunitense Washington post: il presidente Joe Biden, scrive l'autorevole giornale, sta prendendo in considerazione una revoca dei limiti all'uso da parte dell'Ucraina delle armi "a corto raggio".

Italia e Germania contrarie

L'Italia, per voce del ministro degli Esteri Antonio Tajani, ha però ribadito la sua contrarietà: "Non manderemo neanche un soldato italiano a combattere in Ucraina perché non siamo in guerra con la Russia, e non è previsto che il materiale inviato possa essere usato oltre il confine russo", ha detto in queste ore. Anche la Germania frena: al fianco di Macron, il cancelliere Scholz ha sottolineato che l'uso delle armi occidentali da parte di Kiev "deve sempre avvenire nel quadro del diritto internazionale. Finora questo ha funzionato bene nella pratica e continuerà sicuramente a funzionare".

Intanto, Mosca non sta certo in silenzio dinanzi al rischio di una nuova fase della guerra: il vice ministro degli Esteri Serghei Ryabkov ha fatto trapelare ai media russi l'intento di accelerare i tempi per lo schieramento di nuovi missili a medio e corto raggio a causa delle mosse "sempre più aggressive della Nato". Il lavoro per un tale schieramento è cominciato "diversi anni fa", ha sottolineato Ryabkov, ma ora potrebbe essere accelerato dalle "mosse sempre più aggressiva da parte della Nato e dal bisogno di dare una risposta molto severa in questo campo", ha concluso.

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