Sabato, 20 Luglio 2024
la svolta

L'Ue ratificherà (finalmente) la Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne

A sei anni dalla firma, arriva il primo passaggio formale con un voto al Parlamento europeo. Ma Fratelli d'Italia e Lega si astengono

Firmata sei anni fa, la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne ("Convenzione di Istanbul") non è stata ancora formalmente recepita dall'Unione europea a causa dell'opposizione di un gruppo di Paesi del blocco. Adesso però è stato compiuto il primo passaggio formale per aggirare questa resistenza, con il via libera che è arrivato dal Parlamento europeo, con Lega e Fratelli d'Italia che hanno però optato per l'astensione. Dopo che la Commissione aveva proposto nel 2016 l'adesione, è stata la Corte di giustizia Ue a confermare nell'ottobre del 2021 che l'Unione può ratificare il trattato con un voto a maggioranza qualificata. Da qui il passaggio nell'Aula di Strasburgo a cui seguirà quello in Consiglio.

La Convenzione è il primo testo internazionale che definisce giuridicamente la violenza contro le donne e stabilisce un quadro completo di misure giuridiche e politiche per prevenire tale violenza, sostenere le vittime e punire gli autori. Tra i Paesi membri Bulgaria, Repubblica Ceca, Ungheria, Lettonia, Lituania e Slovacchia non l'hanno mai recepita. A questo va poi aggiunto che la Turchia, Stato a cui si deve il nome del documento vista la firma a Istanbul, ha deciso di ritirarsi nel luglio 2021 per volontà del presidente Erdogan.

I deputati hanno dato il loro consenso in due votazioni separate: la prima sulle istituzioni e la pubblica amministrazione dell'Ue, approvata con 472 voti a favore, 62 contrari e 73 astensioni e la seconda sulle questioni relative alla cooperazione giudiziaria in materia penale, all'asilo e al non respingimento, approvata con 464 voti a favore, 81 contro e 45 astensioni. In tutto questo, sebbene l'Italia abbia già ratificato il testo, Fdi e Lega si sono astenuti all'Europarlamento e "addirittura, due esponenti della Lega hanno votato contro", ha denunciato la vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno, secondo cui "la concezione delle donne da parte dei due principali partiti di maggioranza è retriva, incivile e liberticida". "Io dico vergogna. Come si può non votare il più importante trattato internazionale che si prefigge di contrastare la violenza sulle donne?", ha aggiunto Elly Schlein, segretaria del Pd.

"Con l'astensione, i partiti di Giorgia Meloni e Matteo Salvini hanno restituito un'immagine deprimente e indegna dell'Italia e del suo Governo, il tutto mentre il nostro esecutivo è guidato da una donna", ha insistito Picierno. "L'arretramento sul terreno dei diritti era già stato sancito da alcune scelte ideologiche e identitarie del nostro governo, ma l'astensione rappresenta il picco più brutale di questo percorso di regressione e colloca il governo italiano al pari degli Stati più rozzi e reazionari dell'Unione", ha poi concluso la vicepresidente del Pe.

Quanto all'ambito di applicazione, la Corte Ue ha ritenuto più appropriato quello delle politiche di asilo e cooperazione giudiziaria in materia penale e degli obblighi delle istituzioni e della pubblica amministrazione dell'Ue. I deputati hanno voluto precisare che l'adesione dell'Unione non esime gli Stati membri dal ratificarla a loro volta; a questo proposito è arrivata l'esortazione nei confronti dei sei Paesi reticenti a farlo al più presto. Grazie al voto positivo della plenaria, il Consiglio potrà ora procedere alla conclusione della procedura.

Łukasz Kohut, europarlamentare dei Socialisti e democratici e uno dei relatore del testo per l'Aula, ha ricordato che "una donna su tre nell'Ue ha subito violenza fisica e/o sessuale, per un totale di circa 62 milioni di donne" aggiungendo che "quando è troppo è troppo!". Al suo appello è seguito anche quello di Arba Kokalari, membro del Ppe e altra relatrice del provvedimento, che ha sottolineato l'urgenza della ratifica: "L'Ue deve passare dalle parole ai fatti per fermare la violenza di genere, proteggere le vittime e punire gli autori. Questo innalzerà gli standard sia nella lotta e che nella prevenzione del fenomeno". 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

L'Ue ratificherà (finalmente) la Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne
Today è in caricamento