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Sabato, 13 Aprile 2024
L'appello / Russia

Il braccio destro di Navalny: "L'Ue non sanziona gli uomini di Putin denunciati da Alexei"

Leonid Volkov, il capo dello staff della Fondazione anti-corruzione, sostiene che alcune delle persone vicine al presidente denunciate dal dissidente morto in carcere non sono ancora state colpite

Se l'Unione europea vuole davvero sostenere la lotta di Alexei Navalny, con i fatti e non solo a parole, deve sanzionare gli alleati di Vladimir Putin denunciati dall'oppositore morto in carcere ma mai finiti sulla lista nera di Bruxelles. È la richiesta che arriva da Leonid Volkov, il capo dello staff della Fondazione anti-corruzione fondata da Navalny, e uno dei suoi collaboratori più fidati. "Il Regno Unito ha sanzionato sei persone collegate all'omicidio di Alexei, perché di omicidio si tratta", ma sono persone "che neanche avevano un passaporto, che non viaggerebbero mai nel Regno Unito e che in Gran Bretagna non hanno nessun asset che possa essere congelato". Quindi "stanno ridendo di queste sanzioni, e Putin sta ridendo insieme a loro", ha denunciato Volkov parlando a un'audizione al Parlamento europeo in cui è intervenuto in collegamento video.

Chi era Alexei Navalny, l'oppositore di Putin morto in cella

"La fondazione di Navalny ha studiato come funziona la corruzione in Russia, come è costruito il sistema di Putin, chi controlla i soldi, dove vanno questi soldi, cosa potrebbe davvero fare male", al presidente, e "abbiamo pubblicato molte volte delle raccomandazioni". Lo stesso Navalny, prima di essere arrestato a Mosca nel 2021, aveva stilato una lista di persone vicine al presidente "in cui ha denunciato chi sono i principali alleati di Putin e quelli che detengono i suoi asset. Ma ad oggi alcuni di loro non sono ancora stati sanzionati", ha affermato Volkov in collegamento da Vilnius, in Lituania, dove vive in esilio e da dove coordina le attività di Russia del Futuro, il partito di Navalny ora messo fuori legge nella Federazione.

Secondo l'attivista, che è stato anche capo della campagna elettorale di Navalny nelle elezioni a sindaco di Mosca del 2013, ci sono ancora "persone che hanno importanti asset che potrebbero essere congelati e che sono vicine a Putin", e per questo "la migliore risposta" alla morte dell'oppositore "sarebbe puntare a queste persone, confiscare i loro beni, e metterli in un fondo che potrebbe magari servire a sostenere giornalisti investigatici e anti corruzione in Russia". Volkov ha ringraziato i deputati per aver approvato nell'aprile del 2022 una risoluzione (qui il testo) che chiedeva di sanzionare tutta una serie di personalità russe denunciate anche da Navalny ma, ha lamentato "da allora la Commissione non ha fatto niente" per dare seguito a questa richiesta.

Per quanto riguarda il futuro del movimento politico di Navalny, che ora potrebbe essere guidato da sua moglie Lyudmila Navalnaya, Volkov ha spiegato che "non siamo ancora in grado di presentare la nostra nuova strategia" di lungo termine, ma la prossima battaglia è il "voto a mezzogiorno", l'ultima indicazione data da Navalny prima di morire. Si tratta di una campagna per le presidenziali russe che si terranno a marzo, in cui l'oppositore di Putin ha chiesto ai cittadini della Federazione di andare a votare contro il leader di Mosca a mezzogiorno, per mostrare visivamente con le file alle urne una forma di dissenso. "Bisogna andare alle urne non per votare per uno dei finti candidati" che si sono schierati contro Putin, "ma per farsi vedere, per mostrare che l'opposizione esiste, mentre la propaganda di regime vuole far credere semplicemente che non è così".

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