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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
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Trump assicura “pieno sostegno” a Orban in vista delle elezioni in Ungheria

Il giornale Washington Post definisce “insolito” l’intervento dell’ex presidente Usa a sostegno del premier di un altro Paese

L’ex presidente Usa Donald Trump ha offerto il suo “pieno sostegno” al primo ministro ungherese Viktor Orban, impegnato in primavera nelle elezioni politiche. Il leader magiaro dovrà affrontare Peter Marki-Zay, indipendente di centrodestra sostenuto da una coalizione di sei partiti dell’opposizione anti-Orban. Il quotidiano Washington Post ha definito “insolito” il sostegno di Trump al primo ministro ungherese, “accusato da oltre un decennio - ha ricordato la testata - di minare la democrazia nel Paese e di muoversi verso un regime autocratico”.

Viktor Orban - ha dichiarato Trump - ama davvero il suo Paese e vuole la sicurezza per il suo popolo”. “Ha svolto un lavoro potente e meraviglioso proteggendo l'Ungheria, fermando l'immigrazione illegale, creando posti di lavoro e dovrebbe poter continuare a farlo nelle imminenti elezioni”. “È un leader forte e rispettato da tutti, ha il mio pieno sostegno e approvazione per la rielezione a primo ministro!”, ha concluso l’ex inquilino della Casa Bianca. 

La stampa americana ha evidenziato come Orban sia diventato il beniamino di una certa destra negli Stati Uniti. “Il conduttore di Fox News, Tucker Carlson, ha elogiato le politiche sull'immigrazione di Orban e, tra gli altri, l'ex assistente di Trump alla Casa Bianca, Stephen Bannon, lo ha definito: il più significativo sulla scena in questo momento”, ha ricordato il Washington Post.

Nel 2019, Trump aveva accolto Orban in una visita ufficiale alla Casa Bianca, segnando una netta discontinuità con il suo predecessore, Barack Obama, che aveva tenuto le distanze con il leader magiaro. La svolta pro-Orban di Trump è stata rimessa nel cassetto dall’attuale presidente Usa Joe Biden, che non ha invitato l’Ungheria al recente Forum per la democrazia. Una mossa che ha evidentemente irritato Budapest, che ha cercato invano di bloccare la partecipazione dell’Ue all’evento organizzato dall’amministrazione americana e al quale non sono stati invitati nemmeno la Russia di Vladimir Putin e la Cina di Xi Jinping.

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