Venerdì, 30 Luglio 2021
Europa Today

Settimana lavorativa di 4 giorni, l’esperimento islandese è “un successo travolgente”

Ricercatori: “Modello da replicare in tutto il pubblico impiego”. E il gigante Unilever lo sperimenta anche nel settore privato

In Islanda, la sperimentazione di una settimana lavorativa da quattro giorni è stata “un successo travolgente”. Lo annunciano le autorità di Reykjavik, secondo le quali i lavoratori che hanno preso parte al test tra il 2015 e il 2019 hanno mantenuto o migliorato il loro tasso di produttività. A motivare il dipendenti a concentrare in meno ore la stessa mole di lavoro che prima svolgevano in cinque giorni è stato anche il salario corrisposto: esattamente lo stesso che ricevevano lavorando 40 ore a settimana. 

L’esperimento è stato condotto dal consiglio comunale della capitale Reykjavik e dal Governo nazionale, che hanno chiesto a oltre 2.500 lavoratori (pari a circa l’1 per cento della popolazione attiva islandese) di lavorare meno. Numerosi altri test dello stesso tipo sono in corso anche in Spagna e Nuova Zelanda.

I dipendenti pubblici che hanno partecipato al test ricoprono un’ampia gamma di mansioni e hanno coinvolto scuole materne, uffici amministrativi, fornitori di servizi sociali e ospedali. L’esperimento di successo ha convinto i sindacati a rinegoziare i contratti di lavoro, e ora l'86% della forza lavoro islandese è passata a orari più brevi pur mantenendo la stessa retribuzione, ha riportato la Bbc. Il nuovo orario professionale non è ovviamente obbligatorio, ma facoltativo.

I lavoratori che hanno aperto la strada al nuovo modello lavorativo più concentrato, ma meno ‘diluito’ nella settimana, hanno riferito di sentirsi meno stressati e più garantiti contro il burnout, il rischio di esaurimento dovuto all’eccessivo stress dovuto a ragioni professionali, e che la loro salute e l'equilibrio tra lavoro e vita privata sono migliorati. Hanno anche riferito di avere più tempo da trascorrere con le loro famiglie, dedicarsi agli hobby e svolgere le faccende domestiche.

Secondo Will Stronge, direttore del think tank britannico Autonomy, “questo studio rappresenta la più grande dimostrazione al mondo che una settimana lavorativa più corta nel settore pubblico è stata, sotto tutti i punti di vista, un successo travolgente”. “Il settore pubblico è maturo per essere un pioniere delle settimane lavorative più brevi - ha aggiunto - e le lezioni possono essere apprese da altri Governi”. Ma anche le aziende private sono già al centro della sperimentazione della cosiddetta settimana breve. Il gigante dei beni di consumo Unilever sta infatti consentendo al suo personale in Nuova Zelanda di ridurre le ore di lavoro del 20% pur mantenendo la stessa retribuzione. Un nuovo modello di lavoro destinato a far parlare di sé.

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