Giovedì, 5 Agosto 2021
Europa Today

Mondo diviso tra ricchi e poveri, all'Africa i vaccini che l'Ue non autorizza (e sono pure pochi)

Se in Europa il 34 per cento della popolazione ha ricevuto entrambe le dosi, nel continente solo un misero un per cento. E sono in gran parte iniezioni AstraZeneca che arrivano dall'India e che non hanno avuto l'ok dell'Ema

Vaccinazioni a Johannesburg in Sudafrica - Foto archivio Ansa EPA/Kim Ludbrook

Non solo l'Europa non sta rispettando l'impegno di inviare in Africa tutti i vaccini contro il coronavirus promessi, ma quelli che stanno arrivando nel continente sono anche quelli che non sono stati autorizzati dall'Agenzia europea del farmaco, l'Ema. Il programma Covax, per un accesso più giusto alle dosi a livello mondiale, si basa al momento in gran parte sulle iniezioni AstraZeneca prodotte in India dal Serum Institute sotto il nome di Covishield, quelle che sono al centro di una polemica tra il Paese asiatico, il Regno Unito e l'Unione europea per il fatto che non sono state ancora approvate dall'Ema e quindi non darebbero diritto a partecipare allo schema del Green Pass per viaggiare nel blocco senza restrizioni.

Vaccini di Serie A e B

Il messaggio che arriva all'Africa, come ha sottolineato il dottor Ayoade Alakija, copresidente dell'Africa Union Vaccine Delivery Alliance, è che in Europa e nei Paesi più industrializzati, “abbiamo vaccini superiori che forniscono una protezione migliore, perché essenzialmente le vostre vite e il vostro stato di salute non contano tanto quanto le nostre". A sferzare l'Ue è stato anche l'inviato speciale dell'Unione africana incaricato di guidare gli sforzi per procurare vaccini Covid-19 per il continente, Strive Masiyiwa, che ha lamentato che "non una dose, non una fiala, ha lasciato una fabbrica europea per essere inviata in Africa". Quelle prodotte da noi sono migliori e ce le teniamo insomma, poi quando l'Africa continuerà a essere devastata dalla malattia, daremo la colpa ai migranti se ce la riportano, mentre noi ormai saremo (almeno si spera) tornati alla vita normale. “Non vogliamo essere visti come il continente del Covid. In Europa gli stadi sono pieni di giovani che urlano e si abbracciano. Noi non possiamo farlo in Africa", ha aggiunto.

Poche dosi

L'inviato speciale ha poi ricordato che per aiutare le nazioni del continente, che pure stanno effettuando acquisti autonomamente, seppur con difficoltà, Covax dovrebbe consegnare 700 milioni di dosi all'Africa entro dicembre ma al momento ne sono arrivate solo 50 milioni. Se in Ue sono state somministrate 368,6 milioni di dosi, con 153 milioni di cittadini che hanno ricevuto entrambe le iniezioni, il 34 per cento della popolazione totale, e nel Regno Unito e negli Usa sono completamente protetti rispettivamente il 47 e il 45 per cento dei cittadini, in tutta l'Africa solo l'un per cento della popolazione ha ricevuto entrambe le dosi, una cifra irrisoria. In media nel continente sono sono state somministrate solo circa due iniezioni ogni 100 persone, rispetto a una media di 68 ogni 100 nei Paesi ad alto reddito.

L'emergenza

Le nazioni africane hanno registrato più di 5 milioni di casi e quasi 140.000 morti, anche se si pensa che i numeri reali siano molto più alti. I casi nel continente sono aumentati per cinque settimane consecutive, dall'inizio di maggio con il Sudafrica, l'Uganda e la Repubblica Democratica del Congo tra gli Stati in cui l'ondata appare più grave e i sistemi sanitari potrebbero essere travolti. Otto Paesi hanno già utilizzato tutte le scorte fornite loro da Covax e altri 18 stanno per esaurirle con altre dozzine di nazioni che hanno meno della metà delle iniezioni che gli sono rimaste. Su 2,7 miliardi di dosi somministrate a livello globale, poco meno dell'1,5% è stato somministrato in Africa.

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