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Martedì, 21 Maggio 2024
Il monito / Repubblica Ceca

La Repubblica Ceca avverte la Cina sulle conseguenze delle relazioni con Mosca

Il monito è arrivato durante la visita della delegazione cinese nel Paese

La Repubblica Ceca, seppur piccola, non teme di scontrarsi con un gigante come la Cina. Praga ha lanciato un monito a Pechino: la sua stretta cooperazione con la Russia rischia di indebolire i rapporti con l'Unione Europea. E' stato il viceministro degli Esteri ceco, Martin Tlapa, a "sfidare" Huo Yuzhen, la rappresentante speciale della Cina per l'Europa centrale e orientale, impegnata in un tour nella regione per rilanciare il formato 16+1 (Ceec nell’acronimo in inglese) che Pechino ha lanciato per promuovere i legami con i Paesi dell’Europa orientale.

Guerra in Ucraina: perché la Cina rischia di pagare un prezzo altissimo

Huo, ex ambasciatrice cinese nella Repubblica Ceca, è alla guida di una missione che dallo scorso 18 aprile ha avuto come tappe Repubblica ceca, Slovacchia, Ungheria, Croazia, Slovenia, Estonia, Lettonia e Polonia. Si tratta della prima trasferta di un funzionario cinese nel quadrante dall’inizio della guerra sino-ucraina e, secondo la stampa statale, ha l'obiettivo di “chiarire i malintesi sulla posizione cinese in merito alla crisi ucraina”. La guerra in Ucraina ha ricevuto una condanna quasi unanime dei 27 Paesi europei, ma non è stata ufficialmente criticata dalla Cina. La Repubblica Ceca, che assumerà la presidenza di turno dell'Ue nella seconda metà di quest'anno, ha sfruttato la tappa di oggi 22 aprile a Praga per avvertire Pechino che "qualsiasi tipo di sostegno cinese alla Russia danneggerà le sue relazioni con Bruxelles".

Cos'è il formato 16+1

Il formato è un'iniziativa di Pechino volta a intensificare ed espandere la cooperazione con undici Stati membri dell'Ue e cinque paesi balcanici: Albania, Bosnia ed Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Macedonia, Montenegro, Polonia, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia. La collaborazione riguarda diversi settori tra i quali investimenti, trasporti, finanza, scienza, istruzione, cultura in una regione che un tempo era sotto l'influenza di Mosca.

Da 17+1 il formato è diventato 16+1, a causa della defezione lituana, come risultato di uno scontro sulle relazioni sempre più strette tra la Lituania e Taiwan: Pechino non ha accolto positivamente la decisione di Vilnius di aprire nel Paese europeo un ufficio di rappresentanza con il nome di Taiwan. Dal blocco potrebbe uscire anche la Slovenia, che accusa le pressioni cinesi per la sua vicinanza all'isola che Pechino rivendica. Ma i legami diplomatici si sono notevolmente inaspriti anche con la Repubblica Ceca e l'Estonia su diverse questioni, che vanno dal riconoscimento di Taiwan, l'uso della tecnologia 5G, alle accuse di violazioni dei diritti umani nella regione cinese dello Xinjiang.

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La Cina ha ramificato la sua presenza nell'area per ragioni di natura economica e strategica. L'Europa centro-orientale rappresenta un punto di snodo per la Nuova Via della Seta verso il Nord Europa, grazie allo sbocco sul Mar Nero e il Mar Baltico. Inoltre, Pechino, da sempre interessata ai mercati europei, vuole usare gli investimenti in quest’area come leva negoziale nel dialogo con Bruxelles per dibattere su altri fronti. Ma l'Unione Europea guarda con cautela il crescente interesse della Cina a rafforzare la sua presenza nell'Europa centrorientale.

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