Sabato, 16 Ottobre 2021
Europa Today

Portogallo: coprifuoco alle 23. Turismo a rischio per colpa della variante Delta

Torna l’incubo Covid in uno dei primi Paesi che avevano riaperto i confini ai viaggi di piacere. Gli esperti: “Situazione preoccupante, come in India, Sudafrica e Brasile”

In Portogallo, i settori del turismo e della ristorazione temono l’impatto delle nuove misure imposte in diverse aree del Paese dopo l’impennata di contagi dovuti alla variante Delta. Ieri è scattato il coprifuoco nelle prime 45 municipalità, inclusa Lisbona, dove non si potrà più circolare dalle 23 alle 5 del mattino. Ristoranti e bar dovranno abbassare le saracinesche alle 22,30 nei giorni infrasettimanali e alle 15,30 nel weekend. Le drastiche restrizioni si sono rivelate necessarie dopo che mercoledì scorso le autorità lusitane hanno registrato oltre 2.000 contagi in un solo giorno, la cifra più alta da metà febbraio. 

Le preoccupazioni degli esperti 

“Nell'elenco dei Paesi in cui le varianti preoccupanti del coronavirus, come la Delta, stanno ampiamente circolando e dove l'epidemia sta guadagnando terreno” ci sono sicuramente “l’India, il Sudafrica e il Brasile, ma anche il Portogallo”. L’avvertimento sulla gravità della situazione è arrivato da Erika Vlieghe, esperta belga in malattie infettive e presidente del Gems, il Gruppo di esperti belgi per la gestione dell’emergenza Covid-19. Il viaggio, ha detto Vlieghe durante un’intervista radiofonica, è “un fattore di rischio significativo”. “Tutto dipende da come viaggi e da cosa fai” nel luogo prescelto per trascorrere le vacanze. “Viaggiare in due nella regione della Bretagna in un camper non è come uscire tutte le sere in una località balneare”, ha aggiunto la presidente della task force di esperti.

La Germania chiude ai viaggi

Considerazioni condivise dalle autorità di Berlino, che hanno già informato la Commissione europea della loro scelta di imporre nuove restrizioni ai viaggiatori provenienti dal Portogallo. Una decisione che ha messo subito in dubbio l’efficacia del sistema del Green pass appena entrato in vigore, ma già non pienamente rispettato dal più grande Paese d’Europa. Ai sensi delle nuove regole Ue non si dovrebbero infatti imporre restrizioni alle persone completamente vaccinate, guarite di recente o che hanno ricevuto un test negativo nelle ultime 72 ore, a prescindere dallo Stato Ue di provenienza. Ma questa regola di non discriminazione può essere sospesa in presenza di situazioni di emergenza e con una chiara motivazione fornita da parte del Paese che applica lo stop ai viaggi per ragioni di prudenza e precauzione. Un’eccezione che, paradossalmente, troverà la sua prima applicazione nei confronti del Paese che ha iniziato a usare i certificati vaccinali in anticipo sul resto d’Europa. 

Giocare d’anticipo

Mentre le istituzioni europee ancora discutevano di come regolamentare i viaggi nel periodo post-emergenza, l’arcipelago di Madera (meglio noto col nome portoghese di Madeira) ha accelerato i tempi e ha iniziato ad accogliere i primi turisti già vaccinati. Una scelta presa con largo anticipo rispetto alla mete turistiche concorrenti del Vecchio Continente e che ha ‘riaperto’ le isole da fine febbraio. 

Il modello Madeira

Potevano entrare i turisti guariti dal Covid-19 nei 90 giorni precedenti all’arrivo o che avevano ricevuto entrambe le dosi necessarie per l’immunizzazione completa (o il monodose Johnson & Johnson). Un modello che ha permesso alle isole portoghesi di finire su molti giornali europei come esempio virtuoso di ripresa del turismo. Una situazione che potrebbe presto capovolgersi, facendo diventare il Portogallo il primo Paese Ue colpito da un terzo periodo di emergenza da coronavirus. 

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