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Giovedì, 22 Febbraio 2024
L'intesa

Patto di stabilità: raggiunto l'accordo tra Consiglio e Parlamento Europeo

Dopo 16 ore di trattativa il Parlamento e la Commissione Europea hanno raggiunto l'accordo sulle nuove regole del Patto di Stabilità

Una trattativa durata oltre sedici ore. È stato il tempo necessario per arrivare all'accordo sulla revisione del Patto di Stabilità e di Crescita tra il Consiglio e il Parlamento Europeo. 

L'obiettivo principale del nuovo Patto di stabilita' e crescita - spiega il Consiglio - "è garantire finanze pubbliche sane e sostenibili, promuovendo al contempo una crescita sostenibile e inclusiva in tutti gli Stati membri attraverso riforme e investimenti".

Il Consiglio e il Parlamento hanno convenuto di mantenere l'obiettivo generale della riforma di ridurre i rapporti di indebitamento e i deficit in modo graduale, conciliandoli con la crescita e proteggendo  le riforme e gli investimenti in settori strategici come il digitale, il verde, il sociale o la difesa. Il nuovo quadro dovrebbe inoltre fornire uno spazio adeguato per le politiche anticicliche e per affrontare gli squilibri macroeconomici.

I contenuti dell'intesa

L'accordo mantiene l'obbligo per gli Stati membri di presentare piani strutturali fiscali nazionali a medio termine. La Commissione presenterà una "traiettoria di riferimento" (la cosiddetta "traiettoria tecnica") agli Stati membri in cui il debito pubblico supera il 60% del Pil o in cui il deficit pubblico supera il 3% del Pil. L'accordo prevede in anticipo un dialogo preliminare facoltativo e fattuale tra gli Stati membri e la Commissione.

Due le garanzie che la traiettoria di riferimento deve rispettare: da un lato la salvaguardia della sostenibilità del debito, per garantire una diminuzione dei livelli del debito, dall'altro la salvaguardia della resilienza del deficit al fine di creare spazio di bilancio. 

Sulla base della traiettoria di riferimento, gli Stati membri incorporano quindi il percorso di aggiustamento fiscale nei loro piani strutturali fiscali nazionali a medio termine. I piani, compresi i percorsi di spesa netti, devono poi essere approvati dal Consiglio.

Gli Stati membri potranno chiedere un'estensione del periodo di adeguamento fiscale di quattro anni fino a un massimo di sette anni, se effettuano determinate riforme e investimenti che migliorano la resilienza e il potenziale di crescita e sostengono la sostenibilità fiscale e affrontano le priorità comuni dell'Ue. Questi includono il raggiungimento di una transizione equa, verde e digitale, la garanzia della sicurezza energetica, il rafforzamento della resilienza sociale ed economica e, ove necessario, l'accumulo di capacita' di difesa.

A Giugno traiettorie tecniche consegnate agli stati membri 

E agli Stati dovrebbero arrivare entro il 21 giugno 'le traiettorie tecniche' della Commissione europea: ovvero gli obiettivi di aggiustamento dei conti pubblici a medio termine previsti dalle nuove regole del Patto di stabilità. I Paesi dovranno poi trasmettere entro il 20 settembre i piani pluriennali di spesa: significa che i piani saranno consegnati alla futura Commissione visto che le attese sono che la composizione del nuovo esecutivo comunitario dovrebbe arrivare al voto nella plenaria del Parlamento europeo del 16-19 settembre.


 

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