Stretta sulle plastiche monouso, il Parlamento Ue chiede di ridurre impatto costi su agricoltori

La proposta della Commissione per combattere l'inquinamento marino potrebbe comportare un aumento dei prezzi nel settore agricolo. Da qui la proposta dell'eurodeputata Giuffrida (Pd) di alternative nel breve periodo per contastare eventuali effetti negativi sull'agroalimentare

Ben venga la pulizia dei mari e la rimozione della plastica da spiagge e fondali marini, ma la politica della Commissione europea deve tenere conto anche di altri aspetti, quali l’impatto nel settore agricolo. Ne è convinta Michela Giuffrida (Pd/S&D), membro della commissione Agricoltura del Parlamento europeo e relatrice dell’opinione sulle proposte di restrizioni ai prodotti finiti nel mirino dell’esecutivo comunitario, per cui si chiedono meccanismi di tutela per le pmi.

La proposta della Commissione

La Commissione europea ha proposto la messa la bando di tutta un seria di prodotti usa e getta in plastica, responsabili dell’inquinamento di mari e spiagge. La plastica costituisce l’80-85% del totale dei rifiuti marini, con gli articoli monouso che rappresentano circa la metà dei rifiuti raccolti sulla battigia. L’Ue propone quindi il divieto di messa in commercio di prodotti quali bastoncini cotonati, posate, piatti, cannucce, mescolatori per bevande e aste per palloncini. Inoltre si vogliono introdurre sistemi di vuoto a rendere così da avere in tutti gli Stati membri, entro il 2025, il 90% di raccolta delle bottiglie di plastica monouso per bevande. Ancora, i produttori dovranno contribuire a coprire i costi di gestione e bonifica dei rifiuti.

"Più attenzione ai costi per gli agricoltori"

Giuffrida è consapevole che i rifiuti in plastica usa e getta non rappresentano un problema solo per l’ambiente marino. Come spiega, “affliggono il suolo, le acque reflue urbane, la raccolta dei rifiuti e delle plastiche di scarto dell’agricoltura”. Non si mette in discussione la proposta della Commissione Ue. Si tratta però di intervenire “sui tempi di attuazione” delle proposte avanzate e sulla “concreta possibilità di trovare alternative immediate, sui tempi di sostituzione, sull’impatto sui prezzi se parliamo di prodotti derivanti da coltivazione in agricoltura”.

Nello specifico la commissione Agricoltura intende emendare la proposta dell’esecutivo comunitario introducendo uno studio di biodegradabilità per uno standard europeo, un monitoraggio degli effetti negativi sui prezzi delle alternative alla plastica, una maggiore trasparenza nel processo di smaltimento dei rifiuti. A questo si chiedono meccanismi di tutela per le piccole e micro imprese che non possono sostenere i costi immediati dell’applicazione del regime di responsabilità estesa ai produttori. “Solo così – sostiene Giuffrida – potremo raggiungere l’obiettivo del rispetto dell’ambiente in linea con uno sviluppo che consenta però agli operatori del settore una concreta sostenibilità economica”.

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Commenti (1)

  • nessuno vieta i quintali di pesticidi che ogni anno agricoltori usano nei loro campi per poi rivenderla e trovarcela sulle nostre tavole, questa é un altro punto in cui l itaGliano si perde in un bicchier d acqua, che im-beci-lli

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