Pacma, il partito vegano spagnolo che mira alla conquista dell’Europa

“L'industria del bestiame responsabile per oltre il 18% dei gas serra”, denuncia l’organizzazione, pronta a cambiare le regole del gioco (alimentare)

Una protesta di Pacma a Pamplona

Non dimenticate i vegani. Già, proprio loro. Le prossime elezioni europee sono considerate da molti come un banco di prova per la tenuta dell’Unione europea, per l’avanzata delle forze euro-scettiche vista da praticamente tutti gli addetti ai lavori. Populisti, sovranisti, eurocritici, estrema destra: tutti temono queste forze. Ma al prossimo Parlamento si sarà anche un’altra componente, quella dichiaratamente e orgogliosamente Vegan.

La rivoluzione per le politiche comunitarie potrebbe arrivare dalla Spagna, dove il Partito animalista contro i maltrattamenti animali (Pacma), conta di far eleggere rappresentanti da far sedere sui banchi parlamentari di Bruxelles e Strasburgo. Veganismo quale via di riduzione e contrasto al surriscaldamento del pianeta: questo il programma di Pacma, che intende vietare zoo, circhi, corride, pesca e caccia in tutto il territorio dell’Ue.

Ma soprattutto, in tempi di avanzata delle destre e di arretramento delle politiche di parità di genere, Pacma si muove contro-corrente, con una base giovane, di sinistra e prevalentemente femminile. Un programma che sembra funzionare, visto che il Center for Sociological Research considera la formazione spagnola in crescita nei consensi e nei sondaggi. Loro, i diretti interessati, sono consapevoli della propria forza.

“Siamo convinti che otterremo una rappresentanza al Parlamento europeo e non escludiamo di dare una sorpresa alle elezioni generali”, sostiene Silvia Barquero, presidente di Pacma e candidata principale del partito a per l’Eurocamera. Dove formare alleanze non sarà così scontato.

Se è vero che Pacma, nato come movimento animalista, ha ampliato la propria agenda politica facendo proprie le tematiche di ambiente e sostenibilità, i partiti verdi non condividono la scelta del veganesimo, considerata troppo radicale. Su questo ci si scontrerà, anche perché Barquero non cambia idea e, quindi neppure linea. “L'industria del bestiame – denuncia la leader di Pacma – è responsabile per l'emissione di oltre il 18% dei gas serra, e in Europa il consumo di carne viene promosso con denaro pubblico”. Qualcosa che Pacma intende cambiare.


 

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