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Giovedì, 25 Aprile 2024
Le elezioni del 9 giugno

Un nuovo patto verde e più giustizia fiscale. Il manifesto socialista per le europee

Il Pse, riunito in convention a Roma, ha scelto il lussemburghese Schmit come candidato alla presidenza della Commissione: "Non permetteremo un ritorno dell'austerità"

Posti di lavoro di qualità, un nuovo patto verde per una transizione giusta, maggiore giustizia fiscale e sociale. Sono alcune delle parole d'ordine del Partito socialista europeo, che ha lanciato a Roma la sua campagna elettorale per le elezioni del prossimo 9 giugno. Uno degli obiettivi della formazione di centrosinistra è frenare l'avanzata dell'estrema destra, data in crescita nei sondaggi. "L'anima dell'Europa è in pericolo", e i "fantasmi del passato sono di nuovo al timone delle nostre istituzioni", ha ammonito il primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez, parlando ai delegati del congresso provenienti da tutto il continente e riuniti nella capitale italiana, criticando "l'odio, l'avidità, le bugie, il negazionismo climatico e l'autoritarismo" dell'estrema destra. "Hanno armi digitali e potenti alleati dentro e fuori l'Europa. Ma li sconfiggeremo, come li abbiamo sconfitti in passato", ha aggiunto.

Tra i big che hanno preso parte all'evento c'erano la premier danese Mette Frederiksen, il commissario europeo per gli Affari economici Paolo Gentiloni, il cancelliere tedesco Olaf Scholz, e naturalmente la padrona di casa, la leader del Partito Democratico italiano, Elly Schlein. E poi c'era il lussemburghese Nicolas Schmit, l'uomo scelto come Spitzenkandidat, il candidato unico al ruolo di futuro presidente della Commissione europea, che dovrà confrontarsi con la popolare Ursula von der Leyen, la favorita alla vittoria.

Il Partito popolare europeo è la prima forza del Parlamento, con i socialisti secondi, e se queste proporzioni verranno mantenute la tedesca sarà confermata nel ruolo che già ricopre. In quel caso però comunque Schmit potrebbe essere scelto come suo vice, come successe per Frans Timmermans, visto che l'esecutivo europeo si sostiene sempre su un patto tra le due principali forze politiche. Anche se l'ascesa della destra potrebbe cambiare queste proporzioni e quindi gli equilibri di potere.

I principali punti del programma elettorale

Il manifesto del partito pone l'accento sulla transizione verde, che deve avvenire in maniera sostenibile anche da un punto di vista sociale, facendo in modo che i suoi costi non ricadano sui cittadini. I capisaldi della politica economica sono dieci: assicurare posti di lavoro di qualità per tutte e tutti; un nuovo patto verde e sociale per una transizione giusta; un'economia europea forte e aperta nel mondo; giustizia fiscale per la giustizia sociale; il diritto ad alloggi di qualità ed economicamente accessibili; accesso alla salute, alle cure e ai farmaci; servizi pubblici al cuore della nostra società; tutelare l'ambiente e garantire un'agricoltura sostenibile; garantire la sicurezza; solidarietà e sviluppo in tutte le città e regioni.

Ucraina e Medio Oriente

In politica estera si chiede di continuare con il "sostegno incondizionato" all'Ucraina nella guerra contro la Russia di Vladimir Putin, fornendo "assistenza politica, umanitaria, finanziaria e militare per tutto il tempo necessario", si legge nel manifesto, secondo cui il Pse intende attuare "una forte politica di sicurezza e di difesa comune europea che operi in modo complementare alla Nato". Sul Medio oriente i socialisti si dicono favorevoli "a una conferenza di pace internazionale per giungere a una giusta soluzione a due Stati tra israeliani e palestinesi. Entrambi hanno il diritto di vivere in pace e sicurezza". 

Sulla Cina il Pse vuole invece "riequilibrare le relazioni, promuovendo i nostri valori e proteggendo i nostri interessi, cooperando assieme per affrontare le pressanti questioni globali". Necessario poi per i socialisti "costruire un nuovo partenariato tra pari con il Sud globale attraverso una forte partnership Africa-Ue, un rilanciato partenariato euromediterraneo e una nuova agenda progressista Ue-America latina".

Chi è Nicolas Schmit?

Il 70enne Schmit, attuale commissario europeo per l'Occupazione e i diritti sociali, è praticamente sconosciuto al grande pubblico, ma è un grande esperto di affari europei. Ha partecipato ai negoziati dei trattati di Maastricht e Nizza, le basi fondanti dell'Ue, per conto del governo lussemburghese. Prima di entrare nell'esecutivo comunitario è stato per diversi anni ministro del Lavoro del governo lussemburghese. Da giovane ha studiato in Francia, dove ha conseguito un dottorato in economia. Tra i suoi progetti principali nel ruolo di commissario il lancio di un programma da cento miliardi di euro per schemi di lavoro a tempo ridotto durante i lockdown per il coronavirus e una direttiva per garantire che i salari minimi siano fissati a "livelli adeguati".

La sua proposta di migliorare le condizioni dei lavoratori delle piattaforme, quelli che prestano servizio su app come Uber, Deliveroo e Glovo, è attualmente bloccata nei negoziati tra gli Stati membri e sta per precipitare nel limbo. "Non permetteremo che l'Europa prenda la strada dell'austerità e della repressione sociale come durante la crisi finanziaria. Questo è l'argomento principale, il motivo per cui vogliamo vincere queste elezioni, insieme, in tutti i 27 Stati membri", ha promesso parlando alla convention, salendo sul palco circondato da giovani attivisti. "Voglio che gli elettori sappiano che i socialdemocratici continueranno a lottare per tutti i cittadini e rispetteranno i loro impegni e le loro promesse".

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