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Martedì, 28 Maggio 2024
L'analisi

Quali sono i partiti italiani più ecologisti (in Europa)

Secondo il "pagellone" redatto dalle ong ambientaliste sui voti espressi in questi anni all'Eurocamera, solo Verdi, M5s e Pd superano la sufficienza

Altro Green deal: fosse stato per gli eurodeputati italiani, le politiche ambientali dell'Unione europea sarebbero finite per lo più su un binario morto. Dei dieci partiti tricolore che siedono al Parlamento Ue, solo tre hanno sostenuto con convinzione le misure volte ad abbattere l'inquinamento e a promuovere la transizione econologica dell'economia nei vari settori, dall'energia ai trasporti. Mentre i partiti che compongono l'attuale maggioranza di governo si sono distinti per la ferrea opposizione a tali provvedimenti (salvo rari caci). È quanto emerge dall'EU Parliament Scoreboard, una sorta di pagellone realizzato dalle principali ong ecologiste europee che hanno dati i voti all'azione climatica dei parlamentari europei in questi cinque anni tra Bruxelles e Strasburgo. 

I partiti italiani

Nella scala di valutazione, che va da 0 a 100, soltanto tre partiti italiani hanno totalizzato un punteggio superiore alla sufficienza. Il primo partito è Europa Verde, che in linea con il suo nome ha ottenuto 85 punti su 100. Alle spalle dei verdi c'è il Movimento 5 stelle, con 79 punti. A completare il gradino del podio il Partito democratico, con 70. A loro, le ong hanno assegnato il titolo di "protettori" per l'attenzione posta alle tematiche ambientali.

Ci sono poi i "procrastinatori", ossia i partiti che pur appoggiando alcune misure ambientali, non hanno raggiunto la sufficienza. Di questa categoria fanno parte Azione con 55 punti e Italia viva con 47. Infine, i "preistorici", categoria che contempla di fatto l'intera maggioranza di governo: Forza Italia (19 punti), Fratelli d'Italia (9) e a chiudere la Lega (5). 

Come funziona la valutazione?

In base al voto dei partiti su 30 documenti politici che comprendono leggi chiave su clima, energia e ambiente e alle raccomandazioni fornite da cinque organizzazioni ambientaliste, è stato assegnato un voto ad ogni parlamentare su una scala da 0 a 100 che ne indica l'impegno a favore della sostenibilità. Le cinque organizzazioni che hanno analizzato i documenti sono BirdLife Europe, Climate Action Network Europe, European Environmental Bureau, Transport & Environment e WWF European Policy Office. 

In vista delle elezioni europee di giugno, "è ora che i cittadini si rendano conto della reale possibilità di avere un Parlamento europeo pieno di pensatori preistorici e votino per partiti in grado di fornire quei difensori del clima di cui abbiamo tanto bisogno per migliorare e rafforzare il Green Deal europeo", ha detto Chiara Martinelli, direttrice presso il Climate Action Network Europe.

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