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Lunedì, 20 Maggio 2024
Strasburgo / Ucraina

Il Parlamento Ue chiede più armi all'Ucraina, i 5 Stelle votano contro

Una risoluzione dell'Aula di Strasburgo spinge per un maggiore sostegno a Kiev per vincere la guerra. Il M5S: "Serve l'apertura di negoziati di pace, nel testo solo strategia bellicista"

Il Parlamento europeo ha chiesto all'Unione di aumentare il sostegno all'Ucraina, per aiutare Kiev a vincere la guerra contro la Russia di Vladimir Putin. I deputati riuniti in plenaria a Strasburgo, hanno approvato una risoluzione in questo senso a larghissima maggioranza: con ben 451 voti favorevoli, 46 contrari e 49 astensioni. Tra i contrari si è espressa la delegazione del Movimento 5 Stelle, ma anche due eurodeputati italiani dei Verdi, eletti nelle fila del M5S e da esso poi usciti: Rosa D'Amato e Piernicola Pedicini. Astenuti invece un altro ex 5 Stelle, Dino Giarrusso, e il leghista Danilo Oscar Lancini.

Nel testo, che non è vincolante, i deputati chiedono a tutti gli Stati membri dell'Ue e della Nato di sostenere militarmente l'Ucraina con almeno lo 0,25% del loro Pil annuale, chiedono che siano effettuati gli investimenti necessari nell’industriale europea della difesa anche allo scopo di soddisfare le esigenze ucraine.

A questo fine i deputati elencano sofisticati sistemi di difesa aerea, missili a lungo raggio come Taurus, Storm Shadow/Scalp, vari tipi di artiglieria e munizioni (in particolare da 155 mm) e droni e armi per contrastarli, come particolarmente importanti per il Paese governato da Volodymyr Zelensky. "Nel testo manca un invito all’apertura dei negoziati di pace e, per mettere fine al conflitto, l’unica opzione offerta resta quella bellicista", lamenta il Movimento 5 Stelle in una nota in cui spiega la sua posizione contraria.

"Per noi questo è inaccettabile tanto più che" in alcuni paragrafi del testo approvato in Aula è presente "un invito alla corsa al riarmo e all’escalation della guerra" e si auspica "una fornitura continua, sostenuta e in costante aumento di tutti i tipi di armi convenzionali all’Ucraina", aggiunge la nota. "L’attuale conflitto rischia di allargarsi se le tensioni nell’area non diminuiranno e se non si avvia un difficile ma obbligato dialogo fra tutte le parti coinvolte", continua a ancora la nota, secondo cui "la soluzione negoziale è l’unica strada che l’Europa deve percorrere e questo vale sia in Ucraina che a Gaza".

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