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Venerdì, 21 Giugno 2024
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Tutelare l'ape nera sicula e fare impresa al femminile, il sogno realizzato in un terreno confiscato alla mafia

Irene Russo, 41 anni, grazie a un progetto cofinanziato dall'Unione Europea ha fondato Nivura, una startup che ha l'obiettivo di proteggere una sottospecie unica che ha rischiato l'estinzione. Dai laboratori didattici alla prima produzione di miele

"Il mio sogno non era fare impresa, il mio sogno era stare a contatto con la natura". Irene Russo si commuove quando parla della sua creatura, Nivura, una startup che si occupa della tutela dell'ape nera sicula, sottospecie dell'ape comune che possiede peculiarità uniche e che proprio nel Palermitano (e anche nel Trapanese) ha il suo habitat. Un desiderio quello di Irene, 41 anni, esaudito grazie a Innovagrowomed, progetto cofinanziato dall'Unione Europea attraverso il programma Eni Cbc Med, che ha l'obiettivo di rafforzare l'occupazione femminile e la capacità di fare impresa nel settore agroalimentare nella regione mediterranea. 

Come nasce Nivura

"Ho sempre avuto un legame profondo con la natura - racconta Russo - e sono un'appassionata di etologia. Nel mio piccolo ho sempre cercato di fare la mia parte per preservare l'ambiente, anche semplicemente attraverso un consumo consapevole. Poi durante il periodo del Covid ho maturato definitivamente la mia voglia di realizzare qualcosa che mi permettesse quotidianamente di fare ciò che avevo sempre avuto in mente". Nel giugno del 2021, la pubblicazione del bando di Innovagrowomed, è il primo passo che porta Irene Russo verso la sua nuova avventura. Dopo aver frequentato i corsi, la sognatrice diventa anche un pizzico imprenditrice. E si arriva così, anche grazie al supporto del Cesie Ets (Centro europeo di studi e iniziative) a Nivura, che in dialetto siciliano significa nera.

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La protagonista ovviamente è lei, l'apis mellifera siciliana, una sottospecie che ha rischiato l'estinzione negli anni Settanta e che è stata salvata grazie agli studi dell'entomologo Pietro Genduso e all'allevatore Carlo Amodeo, allievo dello stesso Genduso, che preservò questo insetto, trasferendolo per un periodo in alcune isole minori siciliane. Irene Russo è come se fosse una discendente di questi protettori dell'ape nera sicula. La sua base operativa è a Ciaculli, in un terreno confiscato alla mafia che è diventato il Circolo della natura Sokult. Qui è stato installato un apiario sociale didattico aperto al pubblico, che ha già ospitato diversi visitatori: bambini in età prescolare, studenti e non solo. Tra i primi a mettere piede in questo lembo di quella che fu la sfavillante Conca d'Oro, due spagnoli, membri del Rural Employability Network, una rete realizzata dalla Fundación Santa María la Real e mirata a ispirarsi alle buone pratiche per creare progetti sulla creazione di posti di lavoro in ambito rurale.

I laboratori didattici sull'ape nera sicula

"Nivura - spiega Russo - è e sarà sempre un'apicoltura sostenibile, il cui scopo principale è quello di salvare la biodiversità attraverso la tutela dell’unicità dell'apis mellifera siciliana. Adesso il mio obiettivo è quello di coinvolgere quante più persone possibile per far conoscere le api e per imparare a rispettarle e, conseguentemente, proteggere la natura e la biodiversità. Senza la biodiversità, il nostro pianeta diverrebbe pressoché invivibile". Diventare un'apicoltrice non è stata una passeggiata per Irene Russo nonostante la sua innata propensione per l'ambiente. "Ritrovarmi con migliaia di api intorno quando ho iniziato a fare i corsi - ricorda - per me è stato impattante. Un po' di paura ce l’avevo e oggi durante le visite didattiche cerco di trasmettere proprio questo messaggio: di recente durante un laboratorio tenuto in una scuola media, quando un alunno ha saputo dell'arrivo di un'apicoltrice voleva scappare perché aveva una paura terribile delle api. Pian piano, ho iniziato a raccontare lui le api in modo semplice e diretto. Alla fine della giornata mia ha detto: 'Per favore, mi porti un barattolo di api ben chiuso?'. E’ stata una delle cose più belle che un bambino mi potesse dire. Ecco a cosa servono i laboratori didattici, a far capire che tutti gli esseri viventi anche piccolissimi hanno comunque un ruolo fondamentale".

Sokult, il terreno confiscato alla mafia che ospita l'apiario di Nivura

Nelle scuole o in altri luoghi che non siano il terreno di Ciaculli, Irene Russo illustra tutte le caratteristiche dell'ape nera sicula grazie all'arnia didattica. "È uno strumento che ci permette di scrutare il piccolo mondo ronzante attraverso dei pannelli in vetro. È facilmente trasportabile ed è totalmente sicura", prosegue l'apicoltrice. "Un altro modo di fare didattica - aggiunge - è col gazebo che mi ha permesso di creare quello che ho ribattezzato Bee Point itinerante di Nivura: si tratta di una struttura con pareti interamente trasparenti, che consente di stare attaccati all'apiario senza alcun rischio".

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Anche perché è vero sì che l'ape nera sicula è molto docile, ma occorre sempre prendere i dovuti accorgimenti per non farsi pungere. Insomma, nessun dettaglio sembra essere stato trascurato nella creazione di Nivura che, pur avendo un approccio molto naturale, ha deciso anche di avvalersi di una tecnologia avanzata per monitorare al meglio la salute delle api. "Attraverso dei sensori - spiega Russo - è possibile rilevare il peso, la temperatura interna, la temperatura esterna dell’arnia e il tasso d’umidità. Ciò permette anche da casa di controllare la situazione, così quando non sono qui, se ci dovessero essere dei dati non in equilibrio, potrei correre in apiario a controllare cosa sta succedendo".

La prima produzione di miele di Nivura

Il primo miele di Nivura

E pur essendo ancora agli inizi, Nivura conta già anche una piccola produzione, praticamente sperimentale: un miele tardivo di millefiori ottenuto grazie alle arnie ospitate da AgroMini, un'altra realtà venuta fuori grazie a Innovagrowomed, che si trova a Collesano, nel parco delle Madonie, e che si occupa di rigenerazione del suolo. "Il miele millefiori - dice Russo - spesso viene screditato, si pensa che abbia sempre lo stesso sapore ovunque venga prodotto. Ma non è così: si tratta di un miele che assume le caratteristiche della terra in cui nasce. Così il miele che avremo qui a Sokult sarà diverso da quello di Collesano: ciò perché ogni territorio ha una particolare biodiversità e soprattutto qui in Sicilia c’è una flora endemica regionale che non va dimenticata".
Tra l'altro, l'ape nera sicula ha sì come tutte dei cicli naturali ed è particolarmente produttiva in primavera, ma è dotata anche di una particolarità. "Ha la capacità di bottinare - prosegue la fondatrice di Nivura - anche in periodi dell’anno in cui altre api non lo fanno. Grazie a questa peculiarità si possono avere dei mieli invernali come quello di nespolo o come quello di mandorlo".

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