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Domenica, 14 Aprile 2024
Prove di pace

Il piano di Bruxelles per risolvere la crisi in Medio Oriente

L'Ue cerca di arginare l'escalation regionale che ha come epicentro la guerra a Gaza, cercando di rilanciare l'azione diplomatica internazionale. Ma il successo dell'iniziativa è tutt'altro che scontato

Next, la newsletter di Europa Today che vi racconta cosa bolle in pentola nella settimana europea a venire, a cura di Francesco Bortoletto. Ps. Presto sarà possibile iscriversi e riceverla comodamente via mail ogni domenica: stay tuned! 

Sembra che non ci sia modo di fermare l'allargamento della crisi mediorientale. Nell'ultima settimana, Teheran ha attaccato obiettivi in Iraq, Siria e Pakistan, Baghdad ha risposto lanciando missili sul Belucistan iraniano e Tel Aviv ha colpito dei target iraniani a Damasco. Intanto, continuano le incursioni degli Houthi ai danni del transito navale nel Mar Rosso. In questo contesto, l'Ue tenta di ricomporre una soluzione politica per scongiurare lo scontro militare diretto tra l'Iran e il suo "asse della resistenza" da un lato e Israele e Stati Uniti dall'altro. Ma la strada è tutta in salita. Rimane in primo piano anche la guerra in Ucraina, ma i fondi europei per Kiev sono ancora bloccati.

In cima all'agenda

Il piano di Borrell – L'Alto rappresentante dell'Unione per la politica estera Josep Borrell presenterà un piano in 10 punti al Consiglio Affari esteri di lunedì 22 gennaio, che si preannuncia molto intenso. Il documento, che riprende uno scenario per il dopoguerra già delineato lo scorso novembre, prevede una decisa azione della comunità internazionale (con un ruolo centrale di Ue, Usa e Lega araba) per creare uno Stato palestinese indipendente che comprenda Gaza e la Cisgiordania (e che non dovrà essere guidato da Hamas ma dall'Anp di Mahmoud Abbas), normalizzare le relazioni tra Israele e i Paesi arabi e garantire stabilità all'intera regione anche attraverso credibili garanzie di sicurezza per tutti gli attori coinvolti. 

Nuovi sforzi diplomatici – E alla ricerca di una soluzione al conflitto sono attese a Bruxelles delle delegazioni ministeriali da Israele, Palestina, Lega araba, Arabia Saudita, Giordania ed Egitto. L'Ue tenta così di rilanciare il ruolo della diplomazia internazionale, inceppata da settimane a causa soprattutto della forte opposizione del premier israeliano Benjamin Netanyahu sia alla cessazione delle ostilità che alla soluzione dei due Stati, difesa invece dal presidente Usa Joe Biden. Stando alla stampa internazionale, i Paesi arabi sarebbero disposti a normalizzare i rapporti con Israele a condizione che si parli seriamente di fondare uno Stato palestinese.

Tensioni e sanzioni – Ma gli stessi membri Ue sono divisi sulla strada da prendere, con la Germania che difende convintamente lo Stato ebraico ed altri Paesi, come Spagna e Irlanda, che chiedono uno stop immediato delle ostilità. Nel frattempo la posizione di Tel Aviv, già poco conciliante, si è ulteriormente irrigidita dopo che Borrell ha accusato Netanyahu di aver finanziato Hamas con l'obiettivo di indebolire il fronte palestinese. Il Consiglio dovrebbe inoltre approvare nuove sanzioni contro il gruppo che governa la Striscia, e che ora anche l'Europarlamento vuole vedere smantellato come precondizione per un cessate il fuoco permanente. 

Flotta Ue nel Mar Rosso – I ministri degli Esteri dei Ventisette discuteranno anche di una missione navale europea nel Mar Rosso, caldeggiata da Italia e Francia, dato che i ripetuti bombardamenti degli anglo-americani contro le postazioni degli Houthi in Yemen non sembrano aver fermato i miliziani sciiti armati dall'Iran. Bruxelles specifica però che non si tratterò di una flotta offensiva ma solo di scorta alle imbarcazioni mercantili, per mantenere aperta questa arteria vitale del commercio marittimo internazionale. 

Altri temi caldi

Stallo in Ucraina – La guerra di Mosca contro Kiev è l'altro tema caldo in agenda del Consiglio Affari esteri di lunedì, che sarà preceduto da uno scambio informale con il capo della diplomazia ucraina Dmytro Kuleba. Mentre le operazioni militari sul campo sono rallentate dal gelo e le bombe russe continuano a colpire le città del Paese, a Bruxelles si discuterà anche dell'avvio dei negoziati per l'adesione dell'ex-repubblica sovietica all'Ue, anche se non tutti gli Stati membri sono convinti della sua piena sovranità.

La Nato mostra i muscoli – Nel frattempo, la Nato sta per lanciare la più massiccia esercitazione da decenni attorno al cosiddetto "corridoio di Suwalki", il lembo di terra tra Lituania e Polonia che rappresenta il tallone d'Achille dell'Alleanza nell'eventualità di un attacco da parte della Russia, la quale ha un affaccio sul Baltico con l'exclave super-militarizzata di Kaliningrad (che parrebbe al centro di un attacco ibrido che ha colpito Polonia, Finlandia, Svezia e Germania il mese scorso). Solo qualche giorno fa, sono trapelati dei documenti classificati della difesa tedesca che parlavano di un possibile scontro tra Mosca e la Nato già nel 2025, derubricati come "bufale" dal Cremlino. Dal canto loro, le repubbliche baltiche hanno annunciato piani per la costruzione di una nuova linea difensiva sul confine orientale. 

Stanchezza occidentale? – Ma se gli alleati aggiornano i piani di difesa, il sostegno occidentale per Kiev è sempre più in bilico in un 2024 di elezioni cruciali per mezzo mondo, inclusi Usa e Ue. Nonostante nuovi aiuti annunciati da Londra e Parigi, si percepisce una diffusa stanchezza per una guerra che sta per entrare nel suo terzo anno e per la quale non sembra esserci alcuna via d'uscita militare. A questo si aggiunge un crescente nervosismo per il possibile ritorno alla Casa Bianca di Donald Trump, recentemente punzecchiato dallo stesso presidente ucraino Volodymyr Zelensky dal Forum economico mondiale di Davos. 

Rubinetti chiusi – Proprio a causa dell'ostruzionismo dell'ala trumpiana del Partito repubblicano il Congresso statunitense non riesce a sbloccare i 61 miliardi di dollari promessi da Biden a Zelensky, per sborsare i quali il Gop chiede nuove stringenti misure per limitare l'immigrazione dal Messico. A tenere fermi i 50 miliardi di euro che Bruxelles vorrebbe sborsare a Kiev è invece, come al solito, il leader ungherese Viktor Orbán, che è al centro di un braccio di ferro politico tra Commissione e Parlamento Ue.

Parlamento

Ricordo della Shoah – Gli eurodeputati commemoreranno le vittime dell'Olocausto con due giorni di anticipo rispetto alla giornata della Memoria, il 27 gennaio (che quest'anno cade di sabato), in una sessione plenaria a Bruxelles giovedì 25 dove parlerà Irene Shashar, sopravvissuta alla Shoah. 

Presidenza belga – Durante l'intera settimana, i ministri competenti presenteranno alle relative commissioni parlamentari le priorità della presidenza belga dell'Ue, che è iniziata il primo gennaio e durerà fino al 30 giugno prossimo. 

Asilo e migrazione – Martedì 23 gennaio il dossier sulle migrazioni sarà al centro dei lavori della commissione per le Libertà civili. Dopo aver ascoltato il responsabile esteri di Amnesty International, Hussein Baoumi, che esporrà lo stato dell'arte della situazione in Tunisia, i deputati interrogheranno la commissaria agli Affari interni Ylva Johansson circa il memorandum di intesa con Tunisi in materia di asilo e migrazione. 

Relazioni Ue-Russia – Lo stesso giorno, la commissione Affari esteri adotterà la propria posizione sullo stato delle relazioni tra Bruxelles e Mosca. Il testo dovrebbe includere un'esortazione all'Ue ad aumentare il sostegno all'Ucraina nonché ad elaborare una strategia di lungo termine per supportare la democrazia in Russia. 

Allargamento – Sempre martedì la commissione per gli Affari costituzionali e quella per gli Affari esteri esamineranno le possibilità per un'eventuale espansione futura dell'Ue e dovrebbero adottare una serie di raccomandazioni su come l'Unione deve adattarsi per funzionare anche con nuovi membri come Ucraina, Moldavia, Georgia e i Paesi dei Balcani occidentali.

Nuove tecniche genomiche – Mercoledì 24 la commissione Ambiente adotterà la sua posizione sulla proposta della Commissione per ottenere colture più performanti mediante le nuove tecniche genomiche (Ngt), nel quadro della transizione verde e della riduzione di fertilizzanti e pesticidi. La proposta legislativa prevederebbe inoltre l'esclusione di alcune Ngt dalla lista degli Ogm, il che comporterebbe procedure di approvazione più snelle.

Consiglio Ue

Giustizia e Affari interni – Da mercoledì a venerdì, i ministri alla Giustizia e quelli agli Interni si riuniranno per un incontro informale a Bruxelles, dove discuteranno tra le altre cose di migrazioni (si farà il punto sullo storico accordo raggiunto lo scorso dicembre e si considererà come offrire ulteriore assistenza ai profughi ucraini), intelligenza artificiale, disinformazione, criminalità organizzata e narcotraffico. 

Ue-Egitto – Martedì 23 si terrà la decima sessione del Consiglio di associazione tra Ue (rappresentata dall'Alto rappresentante Josep Borrell) ed Egitto (per il quale sarà presente il ministro degli Esteri Sameh Shoukry), che nel 2024 entra nel suo ventesimo anno dall'entrata in vigore. Le parti dovrebbero discutere della cooperazione nel quadro del partenariato fino al 2027, sia relativamente alle relazioni bilaterali tra il Cairo e Bruxelles che, naturalmente, a proposito del ruolo di mediazione che può svolgere l'Egitto nella crisi mediorientale in corso. 

Commercio – I titolari del Commercio dei Ventisette si riuniranno per una due giorni informale tra lunedì e martedì a Bruxelles, che sarà dedicata soprattutto alla preparazione della conferenza dell'Organizzazione mondiale del commercio ad Abu Dhabi del 26-29 febbraio. Ospite d'onore Ngozi Okonjo-Iweala, direttore generale dell'Omc. In programma anche una discussione sull'autonomia strategica europea.

Agricoltura e pesca – La presidenza belga presenterà il suo programma nel settore dell'agricoltura e della pesca martedì 23. I ministri discuteranno di questioni agricole relative al commercio, del futuro dell'agricoltura e del regolamento proposto dalla Commissione su un quadro di monitoraggio delle foreste europee. Tra le altre cose si parlerà inoltre delle sanzioni sui prodotti agricoli russi, di concimi chimici e di resilienza idrica. 

Commissione 

Sicurezza economica – Il vicepresidente esecutivo della Commissione Valdis Dombrovskis e la commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager presenteranno i progressi relativi al pacchetto per il rafforzamento della sicurezza economica europea, che include tra le altre cose nuove norme sul monitoraggio degli investimenti diretti esteri e sugli investimenti verso l'estero, nonché due libri bianchi sui controlli sulle importazioni e sulla ricerca in merito ai beni cosiddetti "dual use", cioè di uso sia civile che militare. 

Elezioni europee – La presidente Ursula von der Leyen dovrebbe inoltre illustrare ai membri del Collegio alcune linee guida per chi di loro volesse prendere parte alla campagna elettorale per le europee del prossimo giugno.

Cinque articoli della settimana appena conclusa 

"Per l'Italia tagli per 25 miliardi con il nuovo Patto di stabilità". Lo denunciano i sindacati europei. Pd e M5s: "Testo inaccettabile, va modificato". 

I palestinesi in fuga da Gaza respinti in mare dall'Europa. Una ong denuncia il respingimento di ventidue migranti provenienti dalla Striscia: "Lasciati alla deriva dalle autorità greche". 

Chi vende le armi ad Hamas. Il gruppo palestinese può contare su un ampio arsenale che comprende armamenti prodotti artigianalmente nella Striscia ma anche importati da vari Paesi esteri, in testa Iran e Russia. 

Meno tasse e 8 mila euro netti al mese: così i deputati europei guadagnano più degli italiani. La corsa a uno dei 76 seggi dell'Eurocamera riservati ai politici nostrani è iniziata. Tra salario di base e indennità, i parlamentari di Strasburgo incassano più di quelli di Roma. Mentre un commissario Ue percepisce il doppio della premier Meloni: 25 mila euro al mese. 

I musicisti sottopagati di Spotify: agli artisti meno del 10% dei ricavi. Il Parlamento europeo chiede un aumento dei compensi per autori e cantanti. 

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