rotate-mobile
Venerdì, 19 Aprile 2024
next

Sul Mes l'ipotesi del piano B senza l'Italia

Mentre a Strasburgo il Parlamento europeo deciderà la sua posizione sul nuovo Patto di stabilità, a Bruxelles i ministri dell'Eurogruppo alle prese con la mancata ratifica del governo Meloni del fondo salva-Stati

Next, la newsletter di Europa Today che vi racconta cosa bolle in pentola nella settimana europea a venire, a cura di Francesco Bortoletto. Ps. Presto sarà possibile iscriversi e riceverla comodamente via mail ogni domenica: stay tuned! 

In cima all’agenda

Back in business – Si inaugura a Strasburgo la prima Plenaria dell'Europarlamento del 2024, che si terrà dal 15 al 18 gennaio. Tra i dibattiti chiave della sessione, ci sarà quello di mercoledì mattina con i rappresentanti della Commissione e del Consiglio europeo: gli eurodeputati discuteranno i risultati del vertice Ue del 14-15 dicembre scorsi e illustreranno le proprie aspettative per il vertice straordinario in calendario per il prossimo 1º febbraio.

Presidenza belga – Martedì mattina gli eurodeputati discuteranno con il primo ministro belga Alexander De Croo il programma del suo governo per il semestre di presidenza del Consiglio, che è iniziato lo scorso 1º gennaio e finirà il prossimo 30 giugno. La presidente del Parlamento Roberta Metsola incontrerà De Croo per un bilaterale il giorno stesso, prima del dibattito, e terrà con lui una conferenza stampa congiunta dopo la discussione in Aula.

Tutti gli occhi su Budapest – Mercoledì i deputati discuteranno la situazione dello Stato di diritto in Ungheria e considereranno se sbloccare ulteriori fondi europei destinati a Budapest e attualmente congelati. Secondo alcune stime (la Commissione non pubblica dati ufficiali al riguardo), ci sarebbero circa 21 miliardi bloccati a Bruxelles, mentre a dicembre si è accesa la luce verde per poco più di 10 miliardi tra Pnrr, fondi di coesione e altro. Giovedì, l'Aula voterà una risoluzione sull'Ungheria, che dovrebbe contenere le accuse al governo di Viktor Orbán di minare la democrazia nel Paese.

Orbán al centro della scena – Com'è noto, uno dei principali grattacapo che il leader ungherese sta procurando a Bruxelles riguarda il supporto europeo all'Ucraina. Al summit di dicembre, Orbán ha bloccato l'approvazione di un fondo da 50 miliardi di euro destinati in gran parte ad aiutare Kiev, dopo essere uscito dalla stanza al momento della votazione sullo status da candidato per il Paese sotto attacco russo (decisione per cui serve l'unanimità). E, come avrete letto nella scorsa edizione della newsletter, proprio "l'autocrate di Budapest" potrebbe finire per guidare provvisoriamente il Consiglio europeo, dato che l'attuale presidente Charles Michel si candiderà alle elezioni europee e lascerà scoperta la sua poltrona finché i capi di Stato e di governo, insieme ai partiti europei, non riusciranno a trovare la quadra per occupare tutti i "top jobs" dell'Ue.

Sostegno a Kiev in bilico – Proprio sul mantenimento degli impegni presi nei confronti dell'Ucraina si terrà martedì mattina un dibattito in Aula, dove gli eurodeputati dovrebbero chiedere a Bruxelles di rispettare gli impegni presi e di fornire ulteriore assistenza finanziaria e militare a Kiev. Da settimane, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sta ripetendo che senza il sostegno occidentale la Russia vincerà la guerra: e dopo che Washington ha ammesso che i finanziamenti sono bloccati in Congresso, l'unica speranza per l'Ucraina sono proprio gli aiuti europei.

L'altra guerra – Nel frattempo continua a peggiorare la crisi mediorientale, con il bilancio dei morti nella Striscia di Gaza che ha superato quota 23mila e il conflitto che rischia sempre più di allargarsi nel Mar Rosso dopo gli attacchi di Usa e alleati in Yemen contro le basi dei ribelli Houthi che, sostenuti dall'Iran, stanno mettendo in serie difficoltà il commercio marittimo internazionale. Martedì i deputati discuteranno della situazione umanitaria a Gaza e del pericolo di un'escalation regionale incontrollata, e giovedì voteranno una risoluzione sull'argomento ribadendo la necessità di giungere presto ad un cessate il fuoco. Ma in questa guerra, più ancora che in quella d'Ucraina, il fronte europeo è diviso circa le soluzioni diplomatiche da adottare.

Altri temi caldi

Governance economica – Mercoledì gli europarlamentari discuteranno con i rappresentanti di Consiglio e Commissione sulla revisione delle regole della governance economica dell'Ue, concentrandosi soprattutto su quelle relative agli investimenti. L'Aula di Strasburgo dovrà definire la propria posizione per avviare poi i negoziati con i co-legislatori del Consiglio Ue.

Riforma di Schengen – Mercoledì dovrebbe essere raggiunto l'accordo finale tra i negoziatori di Parlamento e Consiglio sulla revisione del codice frontiere di Schengen, cioè il quadro normativo che regola i confini interni ed esterni dell'Unione e dei suoi Stati membri. Negli ultimi anni, in diverse occasioni (dalla crisi migratoria a quella del Covid-19 passando per le minacce legate al terrorismo) i Ventisette hanno sospeso unilateralmente lo spazio di libera circolazione reintroducendo controlli alle proprie frontiere.

Basta greenwashing – Martedì, i deputati discuteranno una direttiva che dovrebbe migliorare l'etichettatura dei prodotti, vietando peraltro il ricorso senza prove concrete ad indicazioni ingannevoli per il consumatore come "ecologico", "naturale", "biodegradabile". Il voto finale avverrà il giorno successivo.

Stato di diritto – Mercoledì 17 l'Aula discuterà delle crescenti preoccupazioni per la salute dello Stato di diritto in Grecia, soprattutto per quanto riguarda la libertà del settore mediatico, che sta venendo minacciato dall'uso di spyware e dall'interferenza politica nelle indagini giudiziarie. Lo stesso giorno, i deputati voteranno un'altra risoluzione sullo Stato di diritto, ma stavolta relativa alla Slovacchia, dove il governo di Robert Fico sta spingendo una riforma del codice penale che rischia di smantellare alcune importanti strutture anticorruzione del Paese.

Parlamento

In memoriam – La Plenaria si aprirà lunedì 15 gennaio con una cerimonia di commemorazione dell'ex presidente della Commissione Jacques Delors, il socialista francese scomparso lo scorso 27 dicembre.

Elezione vicepresidente – La tornata di votazioni in questa sessione comincerà martedì 16 con l’elezione di un nuovo vicepresidente dell'Aula, per sostituire la liberal-democratica tedesca Nicola Beer che dal 1º gennaio è diventata vicepresidente della Banca europea degli investimenti (Bei).

Streaming musicale – Mercoledì, il Parlamento voterà una risoluzione in cui chiederanno all'Ue di prendere dei provvedimenti per regolare più seriamente il settore della musica digitale e delle piattaforme di streaming, per garantire una maggiore protezione agli autori europei.

Consiglio Ue

Eurogruppo – La settimana del Consiglio a Bruxelles si aprirà lunedì 15 con un incontro dell'Eurogruppo, la formazione che riunisce i ministri economici dei Paesi membri che adottano la moneta unica. Tra le altre cose, verranno esaminati i risultati della missione intermedia del Fondo monetario internazionale (Fmi), un'operazione periodica in cui l'istituzione esamina gli sviluppi economici dell'Eurozona e fornisce consulenza strategica mirata.

L'area euro nel 2024 – L'Eurogruppo discuterà lunedì anche del progetto di raccomandazioni della Commissione relativamente alla politica economica dell'Eurozona per l'anno appena iniziato. I ministri discuteranno poi sulla competitività esterna della zona euro, soprattutto in luce dell'aumento dei prezzi dell'energia. Verrà inoltre presentato il programma di lavoro dell'Eurogruppo sotto la presidenza belga nel primo semestre del 2024, e verrà fatto il punto sullo stato di ratifica della riforma del Meccanismo europeo di stabilità: l'Italia, com'è noto, è l'unico Paese euro a non averla ancora ratificata, bloccandone di fatto l'adozione. I ministri discuteranno se seguire un piano B per la ratifica che possa aggirare il blocco di Roma.

Ecofin – Martedì 16 gennaio si terrà invece l'Ecofin, che riunisce i ministri di Economia e finanze di tutti i Ventisette. Dopo la presentazione del programma della presidenza belga, il Consiglio procederà ad approvare le raccomandazioni sulla politica economica dell'area euro discusse lunedì dall'Eurogruppo, mentre proseguirà con i propri lavori nel quadro del semestre europeo (cioè il processo annuale di coordinamento delle politiche economiche e di bilancio degli Stati membri) iniziato lo scorso novembre. Verranno inoltre forniti gli orientamenti generali in vista della riunione dei ministri delle Finanze e dei governatori delle banche centrali del G20, che si terrà a San Paolo in Brasile dal 26 al 29 febbraio prossimi.

Consiglio Ambiente – Tra lunedì e martedì si terrà infine una riunione informale dei ministri dell'Ambiente a Bruxelles, dove verranno discussi tre temi particolarmente cari alla presidenza belga del Consiglio, che intende rilanciare l'azione dell'Ue sul Green deal: adattamento e resilienza ai cambiamenti climatici, transizione giusta ed economia circolare.

Commissione

World Economic Forum – Da lunedì 15 a venerdì 19 gennaio si terrà l'edizione annuale del Forum economico mondiale a Davos, in Svizzera. In rappresentanza della Commissione europea ci sarà una folta delegazione: la presidente Ursula von der Leyen, il vicepresidente Valdis Dombrovskis,  il vicepresidente Maroš Šefčovič, la vicepresidente Vera Jourová, la commissaria alla Democrazia e demografia Dubravka Šuica, il commissario all'Economia Paolo Gentiloni,  la commissaria alla Salute Stella Kyriakides, quella all'Energia Kadri Simson, quella all'Innovazione e alla ricerca Iliana Ivanova, e il commissario al Clima Wopke Hoekstra.

I cinque articoli della settimana appena conclusa

No a Draghi, Meloni vuole Lollobrigida in Ue: così si prepara il rimpasto di governo. In vista delle elezioni di giugno, è già scattato il toto-poltrone. La premier conta di far valere il suo peso di consensi e i rapporti personali costruiti in Europa in questi mesi per ottenere un posto di prestigio in Commissione. Ma l'ipotesi di un incarico a Bruxelles per l'ex governatore della Bce rischia di complicare i suoi piani.

Perché Israele è accusata di genocidio e cosa rischia davvero. La Corte di giustizia internazionale dovrà pronunciarsi sulle azioni dell'esercito di Tel Aviv a Gaza. Il Sudafrica: "Sospendere i raid".

Chi è Gabriel Attal, il nuovo premier francese. Macroniano della prima ora, dichiaratamente omosessuale, è il più giovane primo ministro della Quinta Repubblica.

"La nuova arma della Russia contro l'Europa è il cibo". I produttori Ue di fertilizzanti lamentano un'eccessiva dipendenza dai concimi chimici di Mosca. Dall'inizio della guerra in Ucraina raddoppiata l'importazione di urea.

La scia di sangue e cocaina che dall'Ecuador porta in Europa. Dal Paese sudamericano arriva un quarto della polvere bianca consumata dagli europei. Il conflitto a Quito e il patto tra gang ecuadoregne, mafia albanese e 'ndrangheta preoccupano l'Europol: "Monitoriamo ricadute su sicurezza europea".

Continua a leggere su Europa Today.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Sul Mes l'ipotesi del piano B senza l'Italia

Today è in caricamento