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Sabato, 18 Maggio 2024
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Elezioni europee 2024: quali sono i programmi dei partiti

Che cosa propongono i candidati e le principali formazioni italiane in vista del voto di giugno

Con l'avvicinarsi delle elezioni europee, in calendario per il weekend dell'8 e 9 giugno, i partiti italiani si stanno posizionando per raccogliere quanti più voti possibili. Nonostante non sia formalmente obbligatorio per questo tipo di competizione elettorale (tale obbligo esiste solo per le elezioni legislative nazionali), quasi tutte le forze politiche del Belpaese hanno messo a punto un proprio manifesto elettorale, sulla base del quale chiedere la fiducia di cittadini e cittadine. Europa Today raccoglie per i suoi lettori questi programmi, a mano a mano che vengono resi disponibili.

Il programma di Fratelli d'Italia

Il partito della premier Giorgia Meloni ha caricato online il proprio manifesto elettorale il 14 maggio. Il programma in quindici punti si intitola "Con Giorgia l'Italia cambia l'Europa" e tocca tutte le priorità dell'azione politica di FdI: dall'attenzione alle imprese e agli agricoltori (definiti "custodi dell'ambiente e della sovranità alimentare"), passando per lo stop alle "eco-follie" del Green deal (che dimostrano la "deriva ideologica della sinistra"), fino ad un "obiettivo natalità" per il Vecchio continente. C'è poi il superamento dell'austerità (con una nuova riforma del Patto di stabilità che garantisca maggiore flessibilità) e la lotta alla "concorrenza sleale" di paradisi fiscali interni e di Paesi terzi, il contrasto all'immigrazione irregolare (da realizzarsi soprattutto tramite esternalizzazione delle frontiere e accordi di cooperazione con i Paesi di origine e transito dei flussi migratori), una maggiore cooperazione sulla difesa e l'indipendenza energetica. Infine: piano di rilancio industriale, attenzione alla dimensione strategica del Mediterraneo (dalle concessioni balneari alla pesca passando per il turismo), realizzazione delle pari opportunità, strategia per governare lo sviluppo dell'intelligenza artificiale e lotta alla criminalità.

Il programma del Movimento 5 stelle

Il Movimento 5 stelle ha pubblicato il proprio programma elettorale per le europee il 9 maggio scorso, e il documento è stato approvato dagli iscritti il 14 maggio tramite un voto sulla piattaforma online SkyVote. Il manifesto, che si intitola "L'Italia che conta" ed è lungo oltre 100 pagine, tocca una lunga serie di priorità articolate in 17 capitoli. Tra i punti principali ci sono le sfide internazionali dell'Unione (dalla necessità di un accordo politico per la pace in Ucraina al riconoscimento dello Stato di Palestina, passando per l'allargamento dell'Ue ai Balcani occidentali), i temi economici (dall'opposizione alle politiche di austerity alla finanza sostenibile) e le riforme istituzionali (dalle iniziative dei cittadini all'inclusione della sanità nelle competenze concorrenti). Toccati anche i temi delle migrazioni e dei ricollocamenti (che i pentastellati vorrebbero obbligatori), così come quelli sociali (ad esempio reddito di cittadinanza europeo e direttiva dignità) e ambientali (come mobilità sostenibile ed Energy recovery fund). 

Il programma di Azione – Siamo europei

Azione si presenterà alle europee all'interno di una lista, chiamata "Siamo europei", che comprende altri otto partiti e movimenti: Nos (il neonato soggetto politico del co-fondatore di Will Media, Alessandro Tommasi), i Popolari europeisti riformatori (il partito di Elena Bonetti) il Partito repubblicano italiano e il Movimento repubblicano europeo, la Piattaforma civica popolare riformatrice, la Democrazia liberale, l'Associazione socialista liberale e il Team K (attivo solo a Bolzano).

Il manifesto di Siamo europei si articola in dieci punti programmatici, che si aprono (prevedibilmente) con la necessità di sostenere l'Ucraina nella resistenza contro l'aggressione russa. Il programma completo è lungo una cinquantina di pagine, suddivise in cinque capitoli: dalla difesa comune (Unione della difesa e, in prospettiva, forze armate europee) all'immigrazione (superamento di Dublino e ricollocamenti obbligatori), passando per la transizione ecologica (revisione "pragmatica" del Green deal, considerando le potenzialità del nucleare), la competitività e l'industria (con un grande piano di rilancio industriale europeo), senza dimenticare le riforme istituzionali (dalla fine dell'unanimità in Consiglio al potere d'iniziativa legislativa all'Europarlamento).

Il programma di Forza Italia – Noi moderati

Il partito orfano di Silvio Berlusconi si presenterà alle europee in lista con la "quarta gamba" dell'attuale maggioranza di governo, Noi moderati (recentemente scosso dal caso giudiziario che ha coinvolto il governatore ligure Giovanni Toti). Il programma congiunto si impernia su dieci priorità: a partire dalla sicurezza comune (sempre centrata sulla Nato) e dal controllo dell'immigrazione (consolidamento delle frontiere esterne, ricollocamenti obbligatori e "piano Marshall per l'Africa") fino alla tutela della famiglia (dalla natalità alla silver economy) e alla riforma dei trattati europei (fine dei veti al Consiglio e "premierato europeo"), passando per la competitività (con un piano industriale "made in Europe 2030" da accompagnare alla semplificazione normativa), la revisione delle regole fiscali (debito comune e armonizzazione fiscale tra Stati membri), l'energia (Unione dell'energia, sviluppo del nucleare europeo) e l'ambientalismo responsabile ("da un Green deal ideologico a un Green deal realistico"). 

Il programma della Lega

Anche le diciotto pagine di manifesto della Lega, intitolato "Più Italia, meno Europa", si concentrano su dieci priorità. Si apre con la richiesta di mantenere l'unanimità al Consiglio per salvaguardare la sovranità nazionale, e si parla poi di difesa della libertà d'espressione e della tradizione giudaico-cristiana, della necessità di "superare il Green deal" rivedendolo da cima a fondo e di imporre un freno alle politiche di austerità da accompagnare all'aumento degli investimenti per raggiungere la piena occupazione. C'è poi la "re-industrializzazione autentica" che dev'essere pragmatica e non ideologica e includere il nucleare, la tutela del made in Italy e delle Pmi, la lotta alla direttiva sulle "case green" e allo stop dei motori a combustione, una riforma del settore agricolo (incluso l'abbandono delle etichettature nutrizionali "a semaforo" e quello dei prodotti di ingegneria cellulare). Stranamente, la difesa dei confini europei compare solo al penultimo posto: il Nuovo patto Ue sulla migrazione e l'asilo va rivisto, rafforzando il contrasto all'immigrazione clandestina anche tramite accordi coi Paesi d'origine e di transito dei migranti. In coda all'elenco il sostegno all'Ucraina (teso soprattutto ad una composizione diplomatica del conflitto); bocciato l'esercito comune europeo ma approvato un maggior coordinamento nel settore della difesa. 

Il programma dell'Alleanza verdi e sinistra

Il manifesto di Avs è lungo 44 pagine e tocca molti temi, per un totale di 21 capitoli. Si parte dalla pace (da raggiungere per via diplomatica sia in Ucraina che in Palestina, senza riarmare l'Europa) e dalla riforma dei trattati (fine dell'unanimità e cittadinanza federale europea, tra le altre cose) e si passa alla neutralità climatica (tramite l'aumento delle ambizioni del Green deal, i cui obiettivi vanno raggiunti entro il 2040 anziché il 2050 e a cui va destinato un fondo ad hoc da 2000 miliardi), in cui sono incluse anche l'economia circolare e la mobilità sostenibile, per continuare con l'opposizione all'austerità e l'introduzione di una fiscalità sostenibile, equa e progressiva. Diritti sociali e lavoro sono altri temi fondamentali per Avs (che propone reddito minimo comune e statuto europeo del lavoro), così come l'accoglienza dei migranti (con annessa riforma del Nuovo patto Ue) e la tutela delle libertà civili (a partire dai diritti della comunità Lgbtq+).

Il programma di Pace terra dignità

Alla sinistra di Avs e del M5s il fronte pacifista si presenta alle europee con la lista Pace terra dignità di Michele Santoro, che se dovesse superare la soglia di sbarramento tornerebbe al Parlamento europeo dopo 19 anni. Il manifesto muove dalla necessità di cessare le ostilità tra l'Occidente e la Russia, rimuovendo la guerra dagli strumenti di risoluzione delle controversie internazionali. Si parte con lo stop all'invio di armi all'Ucraina e si passa dal cessate il fuoco immediato a Gaza, per finire con le invocazioni alternative della soluzione a due Stati e di quella all'unico Stato multietnico dal Giordano al Mediterraneo. Libertà per il popolo curdo e opposizione ad un esercito comune europeo, stop all'allargamento della Nato e promozione di una Costituzione mondiale sono alcuni degli altri punti del programma, che si articola su un totale di circa 30 priorità che spaziano dal disarmo globale alle questioni climatiche, sociali, migratorie, economiche, finanziarie, lavorative e dei diritti civili.

Il programma di Libertà

La lista Libertà promossa da Cateno De Luca contiene 19 soggetti politici tra partiti e movimenti: il suo Sud chiama Nord, Sicilia Vera, il Fronte Verde, Progresso sostenibile, il Popolo della Famiglia, Sovranità, Confederazione Grande Nord, Popolo Veneto, i Civici in Movimento, Noi Agricoltori e Pescatori, Vita, Noi Ambulanti Liberi, Capitano Ultimo, il Partito Moderato d'Italia, il Movimento per l'Italexit (da non confondersi con Italexit per l'Italia, creato da Gianluigi Paragone), il Partito dei Pensionati, Insieme Liberi, il Vero Nord, Rizzi e De Luca Sindaco d'Italia.

Il manifesto conta 20 punti in due pagine, sotto lo slogan "meno Europa, più Italia", che è di fatto lo stesso della Lega. Il primo di questi punti è incentrato sulla necessità che il Belpaese si concentri sulla pace e sull'invio di aiuti umanitari negli scenari di crisi piuttosto che di armi, mentre tra gli altri troviamo la sovranità nazionale, il federalismo, la difesa dei balneari, l'opposizione alla direttiva sulle case green che si tradurrà in una "Imu europea", le politiche familiari a sostegno della natalità, la riforma della Pac e delle regole della concorrenza economica interna al mercato unico, la tutela del territorio e la gestione europea dei flussi migratori.

Il programma di Volt

Volt (nome completo Volt Europa) si presenta come il primo partito paneuropeo, di ispirazione progressista e ambientalista, ma in realtà si tratta di un'associazione di oltre 30 formazioni attive in altrettanti Paesi europei. Nel 2019 è sbarcato a Strasburgo eleggendo in Germania un eurodeputato che è finito nel gruppo dei Verdi. Al voto del prossimo giugno Volt Italia esprime due candidati nelle liste del Pd nella sola circoscrizione Nord Est. 

Nel manifesto di quasi 150 pagine (che è identico per tutte le sezioni nazionali) sono dettagliate una serie di riforme per dotare l'Ue di un assetto federale e renderla un attore globale capace di incidere sulla scena internazionale. I capitoli del "programma Moonshot" dettagliano con dovizia di particolari le priorità di Volt. Si parla di leadership geopolitica dell'Unione, difesa comune, inclusione sociale, mobilità sostenibile, politiche abitative, diritti digitali e sanità pubblica europea. Il capitolo sul lavoro parla di un welfare europeo e di protezione dei lavoratori, mentre quello sulla migrazione si occupa di diritto all'asilo e revisione dell'intero sistema dell'accoglienza. La riforma dei trattati voluta da Volt prevede come detto una trasformazione in senso marcatamente federale dell'Ue, dall'abolizione dell'unanimità all'Unione fiscale, passando per una legge elettorale comune con un'unica circoscrizione continentale e liste transnazionali. Infine, per la transizione climatica sono previsti interventi in molti ambiti tra cui l'indipendenza energetica e la decarbonizzazione del mercato elettrico, mentre la difesa degli ecosistemi e della biodiversità verrà realizzata tra le altre cose riformando alcuni meccanismi della Pac.

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