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Giovedì, 13 Giugno 2024
Europedia

Come si prendono le decisioni nell'Unione europea

Quale delle varie istituzioni ha il potere di proporre direttive e regolamenti? E queste come si modificano e si approvano? Che cos'è e a che cosa serve il Trilogo?

Il processo legislativo dell'Unione europea è piuttosto complesso e, solitamente, alquanto lento. La prima cosa che si deve tenere presente è che, a differenza delle istituzioni nazionali a cui siamo abituati, nell'Ue il potere di iniziativa legislativa spetta solo all'esecutivo. Questo vuol dire che è soltanto la Commissione che ha il potere di proporre delle leggi, potere che invece non hanno né i deputati del Parlamento europeo, né il Consiglio Ue (che rappresenta i governi dei Ventisette Paesi membri). Le tre istituzioni però condividono insieme il potere legislativo. Vediamo come.

Direttive e regolamenti

Innanzitutto quelle europee non sono delle "leggi", anche se spesso si usa questa parola per semplificare, ma sono delle direttive o dei regolamenti. La direttiva è un provvedimento che fissa un obiettivo, ma lascia agli Stati dei margini di manovra su come applicarlo. Ad esempio si può chiedere di abbassare di una cifra X ed entro una data Y le emissioni industriali, o quelle delle abitazioni (come nel caso della direttiva case), ma si lascia ai governi nazionali stabilire in che modo si raggiungerà l'obiettivo. Il regolamento è invece più simile a una legge, nel senso che una volta approvato va trasposto così com'è nella legislazione nazionale. Ma come si approvano le direttive e i regolamenti?

Emendamenti

Come dicevamo il potere di proporle lo detiene la Commissione, ma Parlamento e Consiglio Ue non solo devono approvarle, ma possono anche modificarle. E qui nasce il primo problema. Quando una direttiva viene proposta le altre due istituzioni la modificano a proprio piacimento. Gli europarlamentari possono proporre tutte gli emendamenti che vogliono, e questi devono poi però essere approvati prima nelle commissioni parlamentari e poi in maniera definitiva nella seduta Plenaria, quella che riunisce tutti i deputati insieme a Strasburgo. Ma parallelamente anche il Consiglio propone le sue modifiche e approva una sua versione finale della direttiva. Ma così le due direttive approvate dal Parlamento da una parte e dal Consiglio Ue dall'altra sono diverse. E allora cosa si fa?

Il trilogo

A questo punto entra in gioco il cosiddetto Trilogo (che dà anche il nome alla nostra rubrica), un organo informale in cui, con la mediazione della Commissione, Parlamento e Consiglio, provano a trovare un accordo su una direttiva che sia una sintesi tra le loro due versioni del provvedimento. Sia gli Stati che i deputati devono cedere qualcosa (anche se spesso sono i deputati a dover cedere un po' di più), fino a quando non trovano un punto di incontro. A quel punto si annuncia l'accordo e quello che dovrebbe essere il testo ufficiale, che poi dovrà tornare sia al Consiglio che al Parlamento per l'approvazione finale. Ma trattandosi solo di un "accordo tra gentiluomini", e non essendo il Trilogo un organismo ufficiale ma solo un consesso informale pensato per facilitare il processo legislativo, le due istituzioni possono tradire quell'accordo, e modificare dopo essersi stretta la mano nuovamente la direttiva.

In quel caso ovviamente si crea uno stallo, e Parlamento e Consiglio devono tornare in Trilogo per provare a trovare un nuovo accordo. Recentemente è accaduto ad esempio sulla cosiddetta direttiva sui rider, quella che ha stabilito i diritti dei lavoratori della gig economy, come quelli di Uber Eats, Deliveroo etc. Dopo l'accordo la Francia si è impuntata per eliminare alcune parti del testo che a Parigi non piacevano, nello specifico delle definizioni ritenute troppo stringenti per definire quando un lavoratore è dipendente o indipendente, che la Francia temeva avrebbero portato a tutta una serie di assunzioni. Alla fine il punto è stato annacquato, e il nuovo testo ha ottenuto l'approvazione definitiva di entrambe le istituzioni.

Questo articolo e questi video fanno parte della rubrica "Europedia: il Trilogo e altri misteri dell'Unione", prodotta in media partnership con Rai Radio 2, all'interno del programma Caterpillar, condotto da Massimo Cirri e Sara Zambotti.

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