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Venerdì, 21 Giugno 2024
quali patrioti? / Italia

Dalla Russia all'Ucraina: boom di candidati "stranieri" per rappresentare l'Italia in Europa

Attivisti palestinesi e iraniani, esponenti anti-Putin e pacifisti anti-Nato. E anche un ex eurodeputato scozzese che potrebbe "aggirare" la Brexit. Mai come quest'anno le liste per le elezioni europee sono piene di politici nati all'estero

Dalla Russia all'Ucraina, passando per la Palestina. E c'è anche un ex eurodeputato scozzese che, se eletto, potrebbe aggirare la Brexit e fare ritorno a Strasburgo. Mai come quest'anno l'elenco dei candidati italiani alle elezioni europee è ricco di politici e attivisti nati all'estero e in possesso della doppia cittadinanza. Più che un tentativo di sopperire alla mancanza delle controverse liste transnazionali (ne abbiamo parlato in questa intervista all'eurodeputato Sandro Gozi, italiano eletto in Francia), il ricorso al candidato "straniero" sembra per lo più dettato dalla volontà dei partiti di trovare simboli per le loro posizioni sulla politica internazionale. 

Il Partito democratico, per esempio, (oltre alla segretaria italo-svizzera-statunitense Elena Ethel Schlein, detta Elly) candida l'attivista italo-iraniana Shady Alizadeh al Sud: un modo per sottolineare la vicinanza e l'impegno del Pd per la difesa dei diritti civili e umani nella repubblica islamica.

Una logica che ritroviamo nella presenza di italiani originari della Palestina nelle candidature di Pace terra dignità, la lista pacifista di Michele Santoro: a Nord Est troviamo l'attivista cisgiordano Khaled Al Zeer, presidente della Comunità palestinese veneta, mentre nel Centro Italia c'è Alì Khalil detto Alì Rashid, giornalista italo-palestinese nato ad Amman (Giordania). Santoro ha anche voluto avere in lista uno dei critici più noti del sostegno italiano e della Nato all'Ucraina, lo scrittore moldavo Nicolai Verjbitkii detto Nicolai Lilin, candidato nel Nord Est. Infine, nella circoscrizione meridionale, c'è la giornalista italo-spagnola Tiare Gatti Mora. 

Per l'Alleanza verdi e sinistra (Avs) corrono l'attivista somala (e già consigliera comunale a Torino) Suad Omar Sheikh Esahaq (detta Su) nella circoscrizione nordoccidentale e la docente italo-giordana Souzan Fatayer (detta Susan) in quella meridionale. 

Nel centro liberale, la lista di scopo (o cartello elettorale che dir si voglia) Stati Uniti d'Europa, che ha messo d'accordo Matteo Renzi ed Emma Bonino, candida ben sei profili che hanno radici all'estero. C'è ad esempio lo scozzese Graham Robert Watson, eurodeputato di lungo corso (per tre legislature, dal 1994 al 2019), che ha dovuto abbandonare Strasburgo in seguito alla Brexit e che adesso, correndo da capolista nella circoscrizione nordorientale, potrebbe fare ritorno all'Eurocamera. Nella medesima circoscrizione compariranno inoltre il professore albanese Muharem Saljihu (detto Marco) e l'attivista ucraina Katerina Shmorhav (detta Katya). Nella circoscrizione nordoccidentale ci sarà invece la russa Maria Mikaelyan, fondatrice della Comunità dei russi liberi, mentre in Italia centrale correranno il giornalista francese Eric Jozsef e la bielorussa Olga Surinova, che nella vita fa l'educatrice musicale. Nella stessa area politica, Azione di Carlo Calenda (che non ha aderito al listone liberale unitario) candida nella circoscrizione Centro la giornalista ucraina Nataliya Kudryk.

Passando a destra, la situazione cambia radicalmente al punto che, sulle tre liste elettorali delle forze politiche nell'area di governo, c'è una sola candidatura che risponde ai criteri seguiti in questo elenco: è quella di Joseph Splendido, consigliere leghista in Puglia nato in Francia, che correrà nella circoscrizione meridionale per il Carroccio. Né i meloniani né gli azzurri, invece, hanno aperto le porte a personalità non nate in Italia per le prossime europee. Forse non hanno ritenuto la doppia cittadinanza abbastanza patriottica per attrarre i voti degli elettori.

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