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Il commissario Ue Ansip nella sede di MolenGeek © European Union , 2017   /  Source: EC - Audiovisual Service   /   Photo: Lukasz Kobus

Il commissario Ue Ansip nella sede di MolenGeek © European Union , 2017 / Source: EC - Audiovisual Service / Photo: Lukasz Kobus

Da Molenbeek a Padova, competenze digitali contro la radicalizzazione

Il progetto MolenGeek, lanciato in una delle zone più colpite dal fenomeno del proselitismo dell'Isis, sbarca nella città veneta  

Formare le competenze digitali attraverso il coworking per lanciare nuove startup, favorendo l'integrazione sociale e combattendo fenomeni come la radicalizzazione. E' l'idea alla base del progetto “MolenGeek”, lanciato due anni fa a Molenbeek, il quartiere-comune di Bruxelles diventato tristemente famoso come “culla del jihadismo europeo”. Un progetto che in Belgio ha già coinvolto circa 600 giovani e che adesso sbarcherà in Italia, destinazione Padova. 

Si chiamerà “Tech Station by MolenGeek” e sarà una sorta di filiale del centro di Molenbeek.  "È da un anno che ci lavoriamo, adesso la sfida è partire al più presto", spiegano all'Ansa Francesco Zanchin, Matteo Dalla Libera e Marco Meneghini, cofondatori del progetto. "Apriremo uno spazio di coworking e una scuola di coding gratuiti, più un incubatore per le startup, davanti alla stazione cittadina, zona un po' disagiata che però ha il vantaggio di essere area di transito continuo", affermano gli imprenditori padovani. 

Il progetto veneto è stato presentato a Bruxelles davanti al vicepresidente della Commissione Ue responsabile per il Mercato unico digitale, Andrus Ansip, che ha elogiato l'importanza della scuola di coding belga e della sua nuova filiale italiana, definendola "un primo e importante passo avanti" visto che "il 44% dei cittadini europei" e ben il 56% degli italiani "non possiede le competenze digitali di base e la richiesta di lavoratori specializzati nelle nuove tecnologie è in costante crescita".
 
Anche attraverso "scambi internazionali", "puntiamo a creare una comunità di persone motivate, non importa che siano giovani o meno, disoccupati, studenti o laureati" perché, sottolineano gli italiani, "non è vero che esiste il professionista sulle tecnologie più recenti, lo si diventa facendo".

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