Giovedì, 24 Giugno 2021
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Banca si "pente" e fa scoprire cartello sui titoli di Stato: multa Ue a Unicredit da 69 milioni

Secondo l'accusa di Bruxelles, 7 istituti finanziari avrebbero messo in piedi un sodalizio per scambiarsi informazioni sensibili e fare lauti profitti nel pieno della crisi del debito sovrano che colpì diversi Paesi europei, tra cui l'Italia. E che portò la Grecia a un passo dal default. Vestager: "Inaccettabile, invitiamo i cittadini colpiti a chiedere risarcimenti"

Un veduta della Torre UniCredit: un grattacielo sito nel Centro Direzionale di Milano nota anche col nome di UniCredit Tower, con i suoi 231 metri di altezza alla guglia è il grattacielo più alto d'Italia, Milano, 10 Dicembre 2019. ANSA / MATTEO BAZZI

La Commissione europea ha multato alcune banche, tra cui Unicredit, per complessivi 371 milioni di euro per aver violato le norme antitrust Ue formando un cartello sul mercato primario e secondario dei titoli di Stato europei. In particolare Unicredit ha ricevuto una sanzione pari a 69,4 milioni di euro, Nomura 129,6 milioni e Ubs 172,4 milioni. A far scoprire il cartello sono state le rivelazioni della banca commerciale NatWest, che faceva parte del cartello ma ne ha denunciato l'esistenza a Bruxelles, facendo scattare le indagini.

La multa

Da quanto è emerso, "le sette banche di investimento hanno partecipato a un cartello attraverso un gruppo di trader" che su scambiavano informazioni sensibili "sui prezzi e sui volumi offerti in vista delle aste e sui prezzi mostrati ai propri clienti o al mercato in generale", si legge in una nota dell'Antitrust Ue. Per comunicare utilizzavano "chat multilaterali sui terminali Bloomberg". In queste chat, spiega sempre la Commissione, i trader "hanno discusso e fornito a vicenda aggiornamenti ricorrenti sulla loro strategia di offerta in vista delle aste degli Stati membri della zona euro per l'emissione di obbligazioni denominate in euro sul mercato primario e sui parametri di negoziazione sul mercato secondario".

Per tali ragioni, la Commissione ha stabilito che gli istituti Bank of America, Natixis, Nomura, RBS (ora NatWest), UBS, Unicredit e WestLB (ora Portigon) hanno violato le norme Ue, ma ha imposto sanzioni solo su Nomura, UBS e Unicredit. NatWest non è stata multata perchè ha rivelato l'esistenza del cartello, mentre Bank of America e Natixis non solo state multate per decorrenza dei termini oltre il quale i comportamenti scorretti sono passibili di sanzioni. Portigon, successore di WestLB, ha ricevuto una sanzione pari a zero perchè non ha generato margini netti nell'ultimo anno sul quale è basato il calcolo della multa.

"Inaccettabile fare cartello a spesa degli Stati in crisi"

La condotta, spiega ancora l'Antritrust Ue, "è avvenuta in parte durante la crisi finanziaria e più precisamente tra il 2007 e il 2011", ossia quando la cosiddetta crisi del debito ha fatto schizzare alle stelle lo spread italiano e appensatito l'indebitamento di diversi governi europei, come quello greco, Paese che fu a un passo dal default. “Un mercato dei titoli di Stato europei ben funzionante è fondamentale sia per gli Stati membri della zona euro che emettono questi titoli per generare liquidità per gli investitori che li acquistano e li scambiano - dice la vicepresidente della Commissione Margrethe Vestager - La nostra decisione contro Bank of America, Natixis, Nomura, RBS, UBS, UniCredit e WestLB invia un chiaro messaggio che la Commissione non tollererà alcun tipo di comportamento collusivo. È inaccettabile che nel bel mezzo della crisi finanziaria, quando molte istituzioni finanziarie dovettero essere salvate con finanziamenti pubblici, queste banche di investimento" agirono "a spese degli Stati membri dell'Ue", conclude.

Nella sua nota, la Commissione ricorda che "qualsiasi persona o società colpita da un comportamento anticoncorrenziale come descritto nella presente causa può adire i tribunali degli Stati membri e chiedere il risarcimento dei danni" usando proprio La decisione della Commissione come "prova vincolante". 

La difesa di Unicredit

In una nota, Unicredit "prende atto della decisione odierna della Commissione europea" sulla multa ma "contesta con forza la decisione della Commissione e sostiene che la stessa non dimostri alcun comportamento scorretto da parte di Unicredit" e "proporrà appello presso le corti europee". 

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