Giovedì, 24 Giugno 2021
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Stallo sul green pass europeo: a Bruxelles si litiga su quarantena e test gratuiti

Ma il tempo stringe: se Parlamento e Consiglio non trovano un accordo entro fine mese, il progetto del certificato turistico rischia di vedere la luce solo a estate inoltrata

Fumata nera sul certificato verde. È stallo nei negoziati tra Parlamento europeo e Consiglio Ue (dove sono rappresentati di Governi nazionali) sul documento che - secondo la proposta originaria della Commissione europea - dovrebbe permettere la ripresa dei viaggi attraverso i confini interni dell’Unione europea. Ma affinché i tedeschi possano andare in vacanza in Italia senza restrizioni e viceversa è necessario trovare la ‘quadra’ su una serie di temi che rischiano di ritardare l’iter della proposta. Il certificato verde, come ribadito più volte dalla Commissione, per entrare in funzione entro l’inizio dell’estate ha bisogno dell’ok definitivo delle istituzioni di Bruxelles al più tardi a fine maggio. E il tempo stringe.

Il dossier 

I nodi da sciogliere, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa francese Afp, sono principalmente due: da una parte la richiesta avanzata dagli eurodeputati (e mal tollerata da alcuni Stati, a partire dall’Olanda) di mettere a disposizione di chi viaggia test gratuiti e dall’altra la revoca della possibilità per gli Stati membri di imporre quarantena anche ai soggetti in possesso del cosiddetto certificato verde digitale. Ricapitolando le puntate precedenti, il ‘digital green certificate’ dovrebbe essere garantito a chiunque abbia ricevuto la doppia dose di vaccino (o il monodose Johnson & Johnson), ma anche agli ex positivi poi guariti e a chi ha ricevuto un recente risultato negativo al test sul Covid. Quest’ultima fattispecie è quella su cui si sono concentrati di più gli europarlamentari, preoccupati che la campagna di vaccinazione ancora indietro in diversi Paesi possa comportare - di fatto - discriminazioni tra i cittadini già vaccinati e quelli ancora in attesa. 

Le divisioni

Gli Stati si oppongono alla richiesta di test gratuiti per un motivo molto semplice: la misura avrebbe dei costi. Gli eurodeputati hanno proposto di utilizzare i finanziamenti europei, come lo "strumento di aiuto di emergenza", e di destinare una somma sostanziosa per garantire ai cittadini test accessibili gratuitamente. Ma tale scelta, spiegano fonti diplomatiche citate da Afp, deve essere “chiarita” ulteriormente e - per il momento - la richiesta dei parlamentari di imporre la grratuità o un tetto al prezzo dei test rimane inaccettabile. Il Parlamento europeo chiede inoltre che venga esclusa la possibilità di imporre misure restrittive (come la quarantena) nei confronti dei soggetti titolari del certificato. Anche tale richiesta viene ritenuta irricevibile da parte di diversi Stati membri che nelle ultime ore - tramite i loro diplomatici a Bruxelles - hanno cercato di difendere la competenza statale in materia sanitaria e di gestione delle frontiere. 

Il paradosso

Le divisioni tra differenti istituzioni Ue ha portato finora allo stallo, ma la ripresa dei negoziati è attesa per oggi e in tanti sperano che si smuova qualcosa al più presto. Paradossalmente, nella giornata di ieri i diplomatici Ue hanno dato il via libera all'ingresso in Europa da parte dei viaggiatori provenienti da Paesi terzi che hanno ricevuto le dosi anti-Covid autorizzate a livello europeo (Pfizer/BioNTech, Moderna, AstraZeneca e Johnson&Johnson). Una scelta che rischia di aprire la strada a una maggiore libertà dei cittadini extra Ue a scapito degli abitanti dei Paesi membri. 

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