Giovedì, 24 Giugno 2021
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Il paradosso della Francia: riaperti i locali per scambisti, ma non le discoteche

"Molti dei nostri colleghi sono degli habitué, per non parlare dei ministri", la reazione di un parlamentare francese scatena le risate dell'Aula e il rimprovero del presidente di turno. La politica reagisce con sarcasmo e sconcerto alla decisione di Parigi

Una parte del Parlamento francese ha accolto con sgomento e ironia la recente decisione delle autorità di Parigi di tenere chiuse le discoteche, ma di permettere la riapertura dei locali per scambisti e sex club. La Francia ha infatti cominciato, dall'inizio del mese, ad allentare alcune delle misure di distanziamento sociale imposte dal coronavirus. La prossima tappa nel calendario delle riaperture è prevista per il 19 maggio, quando i francesi potranno tornare a consumare nei bar e ristoranti all’aperto, ad andare per negozi, cinema, musei o a frequentare un club per scambisti.

Nessuna data per le discoteche

Una scelta che ha fatto irritare non solo parte del mondo politico, ma anche i gestori di semplici locali notturni e sale da ballo, tutti esercizi costretti all’intransigente lockdown in vigore da 14 mesi. Oltre allo smacco della riapertura dei club ‘libertini’, i proprietari di discoteche sono costretti anche a subire un calendario che, almeno per il momento, non prevede la data certa di riapertura della loro attività, rimandando tutto al mese di luglio. Una situazione che genera incertezza e amarezza. 

Il dibattito in Aula

Alcuni parlamentari hanno sottolineato nel corso di un dibattito in emiciclo “l’incoerenza” della strategia del Governo. Come riportato dal sito Euronews, il deputato repubblicano Philippe Gosselin, ha fatto un invito a “finirla con le assurdità”, per poi aggiungere con sarcasmo: “Sappiamo bene che in questi club pratichiamo tutti i comportamenti di distanziamento sociale... è per questo perché ci andiamo”. Dopo qualche istante di ilarità collettiva, Gosselin ha aggiunto: “Potete tutti notare l’incoerenza nell’impedire ai giovani di andare a ballare e permettere l'apertura di altri tipi di locali”.

La provocazione

“I più anziani tra noi sanno che alcuni club di scambisti sono rimasti aperti durante tutto il lockdown, molti dei nostri colleghi sono degli habitué, per non parlare dei ministri”, ha aggiunto l’indipendente Jean Lassalle, scatenando anche lui le risate dell’Aula prima essere rimproverato dal presidente di turno della seduta parlamentare. Dopo essere tornato serio, il deputato si è chiesto “Come possiamo spiegare questa disparità di trattamento con i locali notturni?”, la cui chiusura ha provocato finora la perdita di “45.000 posti di lavoro e un danno di 1,3 miliardi di euro”. Interrogativi condivisi dalle aziende del settore.

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