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Giovedì, 9 Dicembre 2021
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A Bruxelles i teatri si rifiutano di imporre il Green Pass

Al momento il passaporto vaccinale non è obbligatorio ma consigliato dal governo, e la Federazione che riunisce le strutture della capitale ha annunciato che non lo richiederà agli spettatori: "Vogliamo essere inclusivi"

I teatri di Bruxelles non chiederanno il Green pass agli spettatori, anche se questo comporterà che non potranno avere sale con il pubblico a numero pieno. Lo ha annunciato la federazione che riunisce queste strutture nella capitale belga, Federation of Performing Arts Employers (Feas), in una lettera inviata al presidente della Regione di Bruxelles, il socialista Rudy Vervoort, nonché a tutti i sindaci della stessa regione.

Al fine di "garantire la sicurezza del nostro pubblico, incoraggiarlo a tornare a vedere i nostri spettacoli e avere alla sua attenzione un discorso comune, unificato, coerente e comprensibile", il Feas annuncia comunica di aver "scelto di non utilizzare il Covid Safe Ticket per le nostre aperture di questo settembre”. Secondo la federazione è la soluzione più rispettosa dei vari pubblici: “Siamo molto attenti anche a non frenare le rappresentazioni scolastiche e l'accoglienza del pubblico giovane e vulnerabile, emarginato". Le categorie più povere della città e gran parte degli immigrati, sono tra quelli più restii a ricevere le dosi, e i teatri non vogliono escluderli dalle loro rappresentazioni. Così facendo però saranno costretti a rispettare il distanziamento sociale, e quindi a poter accogliere meno persone, e ad imporre a tutti la mascherina.

Come spiega Le Soir il problema è anche economico perché molti biglietti sono già stati venduti e cambiare le condizioni di accoglienza potrebbe portare a ricorsi e richieste di risarcimento. Da ottobre però le cose potrebbero cambiare e il Green pass potrebbe diventare obbligatorio per legge, senza più possibilità di scegliere. In quel caso il Feas ha annunciato che rispetterà la decisione e non farà una battaglia in senso contrario, ma chiede certezza giuridica e uniformità. "Vogliamo avere misure chiare, applicabili a tutti e definite in anticipo in modo da avere un minimo di tempo per recepirle. e informare il nostro pubblico”, ha scritto la federazione nella lettera.

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