Giovedì, 24 Giugno 2021
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Brevetti liberi: i vaccini tedeschi dietro la retromarcia Ue e di Macron

L’entusiasmo per la proposta di Biden si sgretola sul no della Germania, patria della BioNTech e dei farmaci mRna. I leader riuniti a Porto ne discuteranno a cena, ma da Bruxelles trapela scetticismo

Foto scattata durante la conferenza sulla sicurezza di Monaco del 2015. La cancelliera tedesca Angela Merkel (al centro) sedeva di fianco all’allora vicepresidente degli Stati Uniti, Joe Biden (a destra). Sullo sfondo si intravede l’allora ministra della Difesa, Ursula von der Leyen (a sinistra), oggi a capo della Commissione europea. Photo credit: Hildenbrand / MSC - Munich Security Conference 2015 (www.flickr.com)

L’apertura europea alla proposta americana di sospendere i brevetti sui vaccini anti-Covid è durata meno di ventiquattr’ore. Ieri mattina, la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, si era detta “disponibile a discutere” dell’idea arrivata dall’altra parte dell’Atlantico di mettere in pausa i diritti di proprietà intellettuale sui farmaci sviluppati nell’ultimo anno per curare il coronavirus o immunizzare la popolazione. A ben vedere, il ‘brevetto’ sull’idea Usa spetta all’India e al Sudafrica, che chiedono invano da oltre sei mesi di far produrre i vaccini anche ai laboratori che non hanno la licenza delle case farmaceutiche che li hanno sviluppati. 

I primi sì e la chiusura di Merkel

L’apertura di von der Leyen è stata letta da tanti come un semaforo verde alla proposta di Joe Biden all’insegna della nuova sintonia tra Washington e Bruxelles dopo il gelo nei rapporti Usa-Ue che ha segnato la presidenza di Donald Trump. Tanto che nella giornata di ieri sono arrivate parole di apprezzamento nei confronti della proposta americana da parte del presidente francese, Emmanuel Macron, e del premier italiano, Mario Draghi. Ma la serata si è conclusa con il no della cancelliera tedesca, Angela Merkel, che ha cambiato nuovamente le carte in tavola. 

La trasferta portoghese

Oggi i leader sono riuniti a Porto, dove è in programma il Social summit voluto dalla presidenza portoghese del Consiglio Ue e al quale seguirà un vertice informale tra i capi di Stato e di Governo. Merkel, così come l’olandese Mark Rutte, parteciperà in videoconferenza perché - fa sapere il suo staff - le condizioni epidemiologiche non consentono ancora i viaggi. Senza nulla togliere all’importanza delle discussioni sui diritti sociali, il momento clou della trasferta in Portogallo sarà la cena di lavoro, durante la quale i leader decideranno come comportarsi di fronte alla proposta di Biden. 

Macron contro "gli anglosassoni"

I toni sono decisamente cambiati rispetto a ieri. La piroetta più evidente è quella di Macron, che ieri si diceva “del tutto favorevole” alla revoca dei brevetti sui vaccini, mentre oggi ha spiegato che “il problema non è la proprietà intellettuale”, ma che “gli anglosassoni bloccano molti dei vaccini e degli ingredienti”. “Ad oggi il 100% dei vaccini prodotti negli Stati Uniti d'America restano nel mercato americano”, ha detto il presidente francese prima di partecipare al summit, per poi spiegare che il vero problema “è saper trasferire la tecnologia” perché altrimenti si finisce col “dare la proprietà intellettuale a laboratori che non sanno produrre le dosi”. 

Bruxelles frena

Le parole di Macron sono solo l’ulteriore conferma di una generale retromarcia Ue dopo le (poche) ore di entusiasmo iniziale per la proposta di Biden. Una fonte europea hanno fatto sapere che non bastano brevetti per produrre dosi. "Avremo bisogno del sostegno delle case farmaceutiche" che hanno sviluppato i vaccini “a prescindere che venga approvata una sospensione dei brevetti o meno”, ha detto una funzionaria Ue. Per produrre le dosi, ha aggiunto la stessa fonte, “non serve solo la licenza, ma anche la conoscenza scientifica, il know-how, prodotti biologici e chimici”. Insomma, da Bruxelles trapela cautela, anche perché “chi produce vaccini si basa, a sua volta, su brevetti in mano ad altre aziende”. Il numero di licenze dietro a ogni fiala sfiorerebbe il centinaio e la Commissione europea non sembra intenzionata ad ingaggiare una battaglia con le case farmaceutiche. Soprattutto con quelle europee. 

Le ragioni di BioNTech dietro e lo stop franco-tedesco

BioNTech, diventata il fiore all’occhiello della farmaceutica tedesca con la scoperta dei vaccini basati sull’mRna, sostiene da tempo che la sospensione dei brevetti “non è la soluzione”. Oltre alle sottintese ragioni di mercato, l’azienda tedesca si dice “preoccupata” che la qualità delle dosi prodotte da altre imprese farmaceutiche non sia la stessa di quella garantita dalla casa madre. Il no del nuovo gioiello tedesco della farmaceutica non ha lasciato indifferente il Governo di Berlino che, forte del sostegno della Francia, è già in grado di bocciare ogni proposta di sospensione dei brevetti.

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