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Domenica, 5 Febbraio 2023
gli uber files

Macron: "Rapporti con Uber? Ne vado fiero, creati posti di lavoro"

Il presidente francese non si pente del filo diretto con la società americana e attacca l’inchiesta giornalistica che lo definisce “più di un sostenitore, quasi un partner” dell’azienda Usa

Dopo giorni di polemiche per lo scandalo Uber Files, che ha svelato l’aggressiva attività di lobbying e una serie di presunti abusi da parte del gigante della società di trasporto passeggeri su auto, il presidente francese Emmanuel Macron è passato al contrattacco. Accusato di aver avuto rapporti diretti con i dirigenti di Uber quando era ministro dell'Economia dal 2014 al 2016, Macron si è detto “orgoglioso” del suo filo diretto con l’azienda americana e per nulla pentito.

"Sono estremamente orgoglioso. È difficile creare posti di lavoro senza aziende e senza imprenditori”, ha detto il capo dell’Eliseo rispondendo alle domande dei giornalisti sullo scandalo che ha convolto una lunga serie di politici, tra cui l’ex premier italiano Matteo Renzi. “Lo rifarei domani e dopodomani”, ha aggiunto Macron.

Il presidente francese è finito nel mirino delle opposizioni da quando un gruppo di giornali, tra cui il francese Le Monde, hanno rivelato le frequenti riunioni tra Macron e Uber sulle prime operazioni in Francia del gruppo americano. Quest'ultimo si avvale di autisti locali che svolgono le mansioni tramite una semplice app che consente ai clienti di chiedere una corsa in Uber e pagare direttamente via smartphone. 

Secondo Le Monde, Macron è stato “più di un sostenitore, quasi un partner” della società statunitense che l’attuale capo dell’Eliseo si sarebbe offerto di aiutare nelle operazioni di lobbying per rendere la legislazione francese adeguata all’ingresso di Uber e dunque rimuovendo vari ostacoli normativi.

Le pressioni di Uber sui governi di mezzo mondo per prendersi il mercato (anche in Italia)

Macron ha anche attaccato l’inchiesta giornalistica che, a suo dire, contribuisce a creare “una sorta di clima in cui vedere i vertici delle aziende, in particolare straniere, è una brutta cosa”. “Li ho visti”, ha confermato Macron, “ed era sempre ufficiale, con i miei collaboratori, e ne sono orgoglioso. Se hanno creato posti di lavoro in Francia, ne sono super orgoglioso”, ha concluso il capo dell’Eliseo. Ma tra le rivelazioni di questi giorni è venuto a galla che alcuni degli incontri con i dirigenti di Uber non sarebbero stati registrati nel diario ufficiale di Macron e si sono svolti all'insaputa degli altri membri dell'allora governo socialista. Elementi che certamente spingeranno le opposizioni a chiedere ulteriori chiarimenti al capo di Stato.

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