Mercoledì, 4 Agosto 2021
Europa Today

Lotta alla pedofilia online: Whatsapp e Telegram (ma non solo) potranno setacciare i messaggi privati. Dubbi sulla privacy

Ok degli eurodeputati alla deroga temporanea sulla riservatezza delle conversazioni online. Un passo necessario, secondo la Commissione, per tutelare i minori

È più importante proteggere la privacy o la sicurezza dei bambini? Questo è il dilemma di fronte al quale si sono trovati gli eurodeputati, che alla fine hanno preferito la difesa dei minori. Il Parlamento europeo ha infatti approvato una norma temporanea che permetterà alle piattaforme social di setacciare il contenuto dei messaggi privati alla ricerca di contenuti pedopornografici. I gestori di app di messaggistica non saranno comunque obbligati a svolgere questo tipo di operazioni per le quali, rassicura una nota del Parlamento, si useranno “tecnologie il più possibile rispettose della privacy”. 

La deroga temporanea alle severe norme Ue in materia di privacy varrà per i prossimi tre anni. Secondo la testata Politico, la proposta è stata portata in fretta e furia all’approvazione definitiva dopo che “la Commissione europea si è resa conto che le nuove regole dell'Ue per la messaggistica privata avrebbero reso illegale per le aziende tecnologiche cercare volontariamente contenuti illegali”, a partire da quelli pedopornografici. Senza la deroga approvata in Aula, tali attività di indagine e denuncia da parte delle piattaforme sarebbero diventate illecite ai sensi del nuovo codice europeo delle comunicazioni elettroniche, pienamente in vigore da dicembre 2020.

Il testo è passato con 537 voti favorevoli, 133 contrari e 24 astensioni. I più critici della norma hanno espresso preoccupazioni legate al potere, di fatto consegnato nelle mani dei gestori delle piattaforme, di cercare contenuti illeciti tra i messaggi privati degli utenti. Anche se le attività di monitoraggio delle conversazioni vengono già svolte da molte app per scopi commerciali, secondo alcuni eurodeputati, la nuova norma apre la porta a possibili violazioni del diritto alla privacy. Di qui un possibile ricorso in sede giudiziaria Ue non appena il testo entrerà in vigore. 

“L’accordo - ha detto Birgit Sippel, relatrice del testo - è un compromesso tra l'individuazione degli abusi online e la protezione della privacy degli utenti”. “Forse non è perfetto - ha ammesso - ma è una soluzione temporanea praticabile per i prossimi tre anni”. “Ora è necessario che la Commissione proponga una soluzione a lungo termine che tragga ispirazione dalle garanzie in materia di protezione dei dati individuate nelle norme temporanee e che, inoltre, renda più mirata l'analisi delle comunicazioni private”, ha concluso l’eurodeputata dei socialdemocratici tedeschi.

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