Sabato, 24 Luglio 2021
Europa Today

Zone Lgbt-free in Polonia: l’Ue prepara una procedura contro il governo di Varsavia

Esauriti gli spazi di dialogo, Bruxelles sarebbe in procinto di intervenire legalmente contro i Comuni che discriminano i gay, spuntati come funghi nella parte più tradizionalista del Paese

Foto dal profilo Twitter @BasedPoland2

Stop alla tolleranza per gli intolleranti. La Commissione europea sarebbe intenzionata ad aprire una procedura d'infrazione contro la Polonia per le cosiddette “Lgbt-free zones”. Le aree del Paese “libere dalle persone Lgbt” sono state istituite da vari enti locali, i quali impediscono che nei loro territori si svolgano le manifestazioni dell’orgoglio Lgbt+, o altri eventi gay-friendly. Lo scorso anno le zone anti-omosessuali erano presenti in quasi un comune su tre del Paese a maggioranza cattolica. 

Sebbene la dichiarazione di comune Lgbt-free non porti a delle conseguenze giuridiche dirette sui cittadini, l’atto di ostilità nei confronti della comunità è stato sanzionato da diversi tribunali polacchi. Provvedimenti che, uniti alla pressione delle istituzioni Ue, hanno portato a un contenimento del numero di zone che si auto-definiscono “libere” dai movimenti arcobaleno. Eppure, in diverse zone del Paese, soprattutto nella tradizionalista parte orientale, è rimasta in vigore la dichiarazione di ostilità basata su un orientamento sessuale.

A confermare la notizia di un’azione imminente da parte della Commissione europea sono diverse fonti Ue riportate sia dall’agenzia francese Afp che dall’americana Bloomberg. “L'Ue avviserà il Paese - scrive quest’ultima - che ha poche opportunità di correggere l’infrazione” che verrà segnalata sulla base dei Trattati e del mancato rispetto della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione. La procedura potrebbe durare anni e richiedere almeno un passaggio di fronte ai giudici della Corte di giustizia dell’Ue. Terminata la trafila, Bruxelles potrebbe imporre sanzioni al Governo di Varsavia. 

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in passato ha definito le zone Lgbt-free “aree senza umanità” che “non hanno posto” nell'Ue.

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