Sabato, 16 Ottobre 2021
Lavoro

L'Italia non fa pagare le tasse sul carburante agli yacht turistici: la Corte Ue la condanna

Il Belpaese aveva interpretato le regole europee garantendo l’esenzione dedicata a pescherecci e traghetti anche a chi prende in affitto una barca per attività non commerciali. Poi l’intervento di Bruxelles

Un regalo illegale. Esentando dall'accisa i carburanti delle barche private da diporto, noleggiate e utilizzate per attività non commerciali, come gli yacht affittati in estate dai turisti, l’Italia ha violato il diritto dell’Unione europea. Lo ha stabilito la Corte di giustizia dell’Ue nella decisione su un ricorso presentato dalla Commissione europea. 

Le norme violate

“Il fatto che il noleggio di un'imbarcazione costituisca un’attività commerciale per il soggetto che mette tale imbarcazione a disposizione di terzi non giustifica l'esenzione fiscale”, hanno messo nero si bianco i giudici Ue. La causa mette fine a una contesa con l’Italia iniziata nel 2018, quando la Commissione ha contestato la violazione della direttiva 2003/96 sulla tassazione dei prodotti energetici e dell’elettricità.

La decisione dei giudici Ue

L’esenzione fiscale - ha stabilito la Corte Ue - va collegata al fatto che i carburanti servano per la navigazione nelle acque dell’Unione per scopi commerciali, come nel caso dei pescherecci o delle navi per il trasporto di passeggeri. Lo stesso non vale quando l’imbarcazione è destinata ad altre attività, come il turismo, a prescindere della natura commerciale del contratto posto in essere tra il proprietario e l’utilizzatore finale. “La legislazione italiana, ponendosi dal punto di vista del noleggiante, senza tenere nel debito conto le modalità di utilizzazione dell’imbarcazione da parte del noleggiatore, si pone quindi in contraddizione con la direttiva”, hanno stabilito i giudici Ue, dando torto all’Italia, che dovrà dire addio all'esenzione illegale. 

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