Voli, voucher al posto del rimborso: Bruxelles striglia i governi. Ma rispondono solo in 12

A due settimane dall’invio delle lettere, l'Ue si dice pronta a “prendere provvedimenti” nei confronti di chi non rispetta i diritti dei passeggeri. Ma anche Alitalia e EasyJet si uniscono al ‘club’ di compagnie che emettono solo voucher

Gli “incoraggiamenti” di Bruxelles, così definiti dalla commissaria ai Trasporti Adina Valean, rivolti ai 27 Paesi al fine di rispettare i diritti dei consumatori al rimborso economico dei voli cancellati nel contesto del coronavirus sono rimasti lettera morta per la gran parte degli Stati membri. Dopo la scadenza delle due settimane concesse ai Governi per rispondere alla Commissione europea, i portavoce dell’esecutivo comunitario questa mattina hanno comunicato che solo 12 Paesi su 27 hanno risposto a Bruxelles. La negligenza di molti Governi nazionali non solo nel far rispettare le regole, ma anche nell’offrire una spiegazione alla mancata reazione nei confronti delle compagnie, si aggiunge alla decisione di oggi di altri due ‘big’ europei del trasporto aereo, che hanno scelto di andare nella direzione opposta a quella auspicata dalla Commissione. 

Il diritto al rimborso

Alitalia e EasyJet, tra le poche che ancora erogavano i rimborsi del prezzo dei viaggi cancellati, hanno fatto sapere di voler optare per il risarcimento alternativo per mezzo dei cosiddetti voucher. Il buono-viaggio, stando al regolamento europeo 261 del 2004, dovrebbe valere come opzione alternativa al rimborso economico di quanto pagato dal cliente per un viaggio poi cancellato dalla compagnia. Ma la norma europea assegna al cliente la scelta se essere rimborsato con la somma o con un voucher e la compagnia aerea - almeno in teoria - si deve adeguare alla decisione del cliente. 

Il decreto "Cura Italia" nel mirino dell'Ue

Dall’inizio della crisi del coronavirus, già nel mese di marzo, tanti passeggeri si sono visti negare tale diritto. Ai richiami da parte della Commissione, gli Stati hanno spesso risposto con provvedimenti palesemente contrari alle norme comunitarie e approvati per andare incontro alle necessità di liquidità delle compagnie aeree, già colpite da una crisi senza precedenti, che ha ridotto il traffico tra scali di oltre il 90%. Tra le leggi finite nel mirino di Bruxelles c’è anche l’articolo 88 bis del decreto “Cura Italia” che assegna alle compagnie la possibilità di rimborsare i viaggi cancellarti con un semplice voucher della durata di un anno.

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L'Europa prende tempo

Data questa norma, l’Italia fa parte dei 13 Paesi destinatari delle lettere di avvertimento, che precederebbero l’apertura di una vera e propria procedura d’infrazione. Gli altri 14 Stati che non hanno approvato simili normative in contrasto con il diritto Ue hanno ricevuto comunque “l’incoraggiamento” della Commissione a far rispettare le regole. L’Italia figura tra i Paesi che hanno risposto all’esecutivo comunitario. Gli altri Paesi che hanno offerto spiegazioni o rassicurazioni a Bruxelles sono: Spagna, Belgio, Croazia, Paesi Bassi, Germania, Finlandia, Lussemburgo, Malta, Polonia, Repubblica Ceca e Bulgaria. “La Commissione non esiterà a prendere le misure necessarie”, ma “anzitutto abbiamo bisogno di avere il quadro completo”, spiegano i portavoce. Per capire le intenzioni di Bruxelles bisognerà quindi aspettare ancora.

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