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Dall'Ue 88 miliardi contro povertà e disoccupazione: via libera al nuovo Fondo sociale europeo

Approvato in Plenaria lo strumento che servirà anche ad aiutare i Paesi a superare le conseguenze economiche della pandemia. A tutti gli Stati membri sarà richiesto di spendere almeno il 3 per cento di questi soldi per mitigare la povertà estrema

Il Parlamento dell'Ue ha dato il via libera definitivo al nuovo Fondo sociale europeo +, che avrà un budget totale di 88 miliardi di euro, uno degli strumenti che verranno utilizzati per contrastare la crisi socioeconomici scatenata dalla pandemia di coronavirus e che avrà tra i suoi obiettivi quello di investire per stimolare l'occupazione giovanile e per combattere la povertà infantile. “Abbiamo adottato un testo equilibrato e assicurato le priorità del Parlamento", ha affermato il deputato David Casta del Ppe, aggiungendo che, poichè il Fse+ è lo strumento comunitario principale per costruire un'Unione europea più sociale e inclusiva, "è fondamentale, date le conseguenze della pandemia, il suo ruolo nella ripresa". "Il Parlamento ora monitorerà da vicino l'uso effettivo dell'Fse+ in tutta l'Ue”, ha assicurato Casta.

Secondo quanto stabilito g li Stati Membri con una percentuale superiore alla media dell'Ue di giovani senza lavoro, istruzione o formazione tra il 2017 e il 2019 dovranno destinare almeno il 12,5 per cento delle proprie risorse Fse+ per aiutarli a migliorare le proprie competenze o a trovare un impiego di qualità. Allo stesso modo,  i Paesi comunitari che hanno avuto una percentuale superiore alla media Ue di bambini a rischio di povertà o esclusione sociale tra il 2017 e il 2019 dovranno investire almeno il 5 per cento delle loro risorse di programmazione nel sostenere direttamente la parità di accesso all'assistenza per l'infanzia, all'istruzione, alla sanitò e ad alloggi dignitosi.

Grazie a quanto richiesto da gli europarlamentari, almeno un quarto dei fondi sarà dedicato a misure che promuovano pari opportunità per gruppi svantaggiati, comprese le comunità emarginate come i Rom e i cittadini di Paesi terzi. L'obiettivo è quello di ridurre le barriere sul mercato del lavoro, contrastare la discriminazione e affrontare le disuguaglianze sanitarie.  Inoltre, l'attuale Fondo di aiuti europei agli indigenti (Fead) è stato integrato nel nuovo Fse+ e, in base alle nuove regole, tutti gli Stati membri dovranno spendere almeno il 3 per cento delle loro risorse in cibo e assistenza di base per affrontare le forme di povertà estrema che contribuiscono maggiormente all'esclusione sociale.

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