Sabato, 25 Settembre 2021
Lavoro

L'Ue vuole altri 90 milioni di dosi da AstraZeneca: seconda azione legale e minaccia di sanzioni

La casa farmaceutica, stando agli ultimi impegni presi, non rispetterà le consegne attese per il primo trimestre neanche entro giugno. La Commissione non la prende bene e intenta un secondo procedimento di fronte ai giudici del Belgio

La tensione mai sopita tra la Commissione europea e i vertici di AstraZeneca ha toccato un nuovo picco. Nella giornata di ieri, i portavoce dell’esecutivo Ue hanno infatti annunciato che le azioni legali iniziate dagli avvocati della Commissione contro la casa farmaceutica anglo-svedese sono due. La prima, quella già nota, chiede ai giudici del Belgio (Paese in cui è stato firmato il contratto), di “riconoscere l'urgenza della situazione e l'importanza di avere le dosi attese dai Paesi”, ha spiegato Stefan de Keersmaecker, portavoce Ue per le politiche sanitarie. In altre parole, con la prima azione legale, l’Ue punta semplicemente a ricevere quei 120 milioni di dosi che si aspettava entro il primo trimestre. Al 31 marzo la casa farmaceutica aveva invece consegnato appena 30 milioni di fiale.

L'ipotesi delle sanzioni

La seconda azione legale, resa nota solo nelle ultime ore, punta invece ad "accertare se ci sia stata una violazione degli accordi”, ha sottolineato de Keersmaecker. A prima vista, sembra che non ci siano grosse differenze, salvo una precisazione che probabilmente non piacerà ai vertici della casa farmaceutica. L’eventuale verdetto favorevole alla Commissione nell’ultima azione intentata dall’Ue consentirebbe a Bruxelles di “richiedere all'azienda di pagare sanzioni”. Dopo mesi di pazienza, tentativi di mediazione ed estensioni delle scadenze, l’esecutivo europeo guidato da Ursula von der Leyen sembra dunque deciso ad andare fino in fondo, trascinando in tribunale l’azienda accusata di inadempienza contrattuale e - eventualmente - chiedere un risarcimento. 

Il contratto 

“Il nostro obiettivo non è quello di avere i soldi indietro”, si è affrettato a precisare il portavoce. “Il nostro scopo - ha detto de Keersmaecker -  è lo stesso di sempre: vogliamo che AstraZeneca consegni le dosi che riteniamo ci spettino ai sensi dell'accordo preliminare di acquisto”, ovvero il contratto concluso tra i vertici dell’azienda e la Direzione generale Salute della Commissione europea, guidata dall’italiana Sandra Gallina

Gli impegni presi

Tuttavia, al netto delle frasi di circostanza, la seconda causa intentata da Bruxelles non fa altro che confermare l’irritazione - unita, forse, a una voglia di vendetta - scatenata anche dall’ultimo annuncio della casa farmaceutica. Il più recente impegno assunto da AstraZeneca è infatti quello di consegnare 70 milioni di dosi entro giugno, per arrivare a un totale di 100 milioni di vaccini consegnati all'Ue dall’avvio della campagna d’immunizzazione alla fine del secondo trimestre. Un gesto irricevibile da Bruxelles, considerato che la casa farmaceutica, secondo l’interpretazione Ue del contratto, si era impegnata a consegnare 120 milioni di dosi entro marzo e 180 milioni entro giugno. Una bella differenza.

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