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Venerdì, 27 Maggio 2022
Economia

L'Ue promette: "A breve stop ai beni prodotti sfruttando i bambini"

Bruxelles presenta la sua comunicazione sul lavoro dignitoso

Bruxelles sta preparando "un nuovo strumento legislativo per bandire in modo effettivo i prodotti ottenuti con il lavoro forzato dal mercato dell'Ue". Lo scrive la Commissione europea nella sua presentazione della comunicazione sul lavoro dignitoso, un testo che funge da base per le prossime proposte legislative volte a contrastare, nell'Ue e nel mondo, le condizioni di lavoro contrarie ai diritti umani e sociali, come il lavoro minorile e il lavoro forzato

"Secondo i dati più recenti il lavoro dignitoso non è ancora una realtà per molte persone nel mondo e resta ancora tanto da fare - scrive Bruxelles - 160 milioni di bambini, uno su dieci a livello mondiale, sono vittime del lavoro minorile e 25 milioni di persone si trovano in una situazione di lavoro forzato". La comunicazione della Commissione mira a promuovere "il lavoro dignitoso in tutti i settori e ambiti strategici in linea con un approccio globale rivolto ai lavoratori nei mercati nazionali, nei Paesi terzi e lungo le catene di approvvigionamento globali" e "definisce le politiche interne ed esterne dell'Ue per realizzare l'obiettivo del lavoro dignitoso in tutto il mondo, ponendolo al centro di una ripresa inclusiva, sostenibile e resiliente dalla pandemia". Nell'ambito di questo approccio globale, la Commissione inserirà lo stop all'import di beni prodotti con il lavoro forzato: "Si baserà sulle norme internazionali e integrerà le attuali iniziative orizzontali e settoriali dell'Ue, in particolare gli obblighi in materia di due diligence e trasparenza", spiega sempre Bruxelles.

Al di là di questo strumento, l'Ue promette di rafforzare in generale le sue azioni "basandosi sui quattro elementi del concetto universale del lavoro dignitoso sviluppato dall'Organizzazione internazionale del lavoro e integrato negli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite: 1) la promozione dell'occupazione; 2) le norme e i diritti sul lavoro, tra cui l'eliminazione del lavoro forzato e del lavoro minorile; 3) la protezione sociale; 4) il dialogo sociale e il tripartitismo. La parità di genere e la non discriminazione sono questioni trasversali in questi obiettivi".

Nello specifico, la comunicazione prevede tali azioni:

- le politiche dell'Ue che stabiliscono norme all'avanguardia a livello mondiale in materia di responsabilità e trasparenza delle imprese, come la proposta di direttiva sul dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità e l'imminente proposta legislativa sul lavoro forzato;
- gli orientamenti e le disposizioni giuridiche dell'Ue in materia di appalti pubblici socialmente sostenibili, che aiuteranno il settore pubblico a dare l'esempio;
- le politiche settoriali dell'Ue, ad esempio in materia di prodotti alimentari, minerali e tessili, che favoriranno il rispetto delle norme internazionali del lavoro.
- la politica commerciale dell'Ue, che promuove le norme internazionali del lavoro;
- il rispetto dei diritti dei lavoratori nei Paesi terzi, che costituisce una parte essenziale delle politiche dell'Ue in materia di diritti umani;
- le politiche di allargamento e di vicinato dell'Ue, che promuovono il lavoro dignitoso nei Paesi vicini.
- il sostegno dell'Ue all'attuazione degli strumenti delle Nazioni Unite sul lavoro dignitoso e il contributo attivo dell'Ue alla definizione di norme del lavoro tramite l'Oil;
- il sostegno dell'Ue alla riforma dell'Organizzazione mondiale del commercio al fine di integrare la dimensione sociale della globalizzazione;
- la collaborazione dell'Ue con altre potenze economiche mondiali per la promozione del lavoro dignitoso nell'ambito del G20 e del G7.
- il sostegno dell'Ue alle parti sociali per garantire il rispetto dei diritti dei lavoratori nelle catene di approvvigionamento;
- la cooperazione dell'Ue con i soggetti della società civile al fine di promuovere ambienti sicuri e favorevoli per la società civile;
- il sostegno dell'Ue ai partenariati globali e alle iniziative multilaterali in materia di lavoro dignitoso, in settori quali la salute e la sicurezza sul lavoro.
 

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