L'Ue avverte Salvini: guai a toccare la legge Fornero

Secondo la Commissione europea Renzi e Gentiloni hanno già aumentato la spesa per le pensioni, la seconda più alta in Europa dopo la Grecia. La sostenibilità di lungo termine, scrive Bruxelles, è a rischio. E Tajani invita il leader della Lega a evitare misure che "aumentano il debito pubblico

ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO

"La sostenibilità di lungo termine" del debito pubblico italiano, "assicurata dalle riforme delle pensioni fatte in passato, si sta lentamente deteriorando", tanto che l'indicatore del rischio della Commissione europea è passato da "basso" a "medio". Lo afferma l'Esecutivo comunitario nel suo rapporto specifico per l'Italia del "pacchetto d'inverno" per il semestre europeo del 2018. Tradotto per la politica italiana (o meglio, per le promesse fatte in campagna elettorale dalla Lega e ribadite in queste ore da Matteo Salvini, la legge Fornero non va toccata. A meno di non voler peggiorare il quadro (e soprattutto il giudizio dei mercati).

Peggio di noi solo la Grecia

Secondo Bruxelles, nel 2017 "la spesa per le pensioni in rapporto al Pil è aumentata di circa due punti percentuali, come risultato della crisi e della caduta conseguente del Pil nominale". La spesa pensionistica italiana è oggi "la seconda più elevata dell'Ue e dell'Ocse, dopo quella greca".

I “ritocchi” della spesa di Gentiloni

La Commissione bacchetta i governi Renzi e Gentiloni. "L'aumento delle passività implicite derivante dell'invecchiamento della popolazione era stato limitato dalle passate riforme del sistema pensionistico e sanitario, che avevano migliorato la sostenibilità di lungo termine dell'Italia. Tuttavia - continua il rapporto - le leggi di bilancio del 2017 e del 2018 contenevano misure che hanno parzialmente revocato le riforme pensionistiche del passato e lievemente aumentato la spesa per le pensioni nel medio termine". Il riferimento è alle misure che hanno anticipato l'età pensionabile a favore di alcune categorie di lavoratori.

L'immigrazione non compensa più il calo demografico

Altro campanello d'allarme sulle pensioni riguarda l'invecchiamento della popolazione, che la Commissione attribuisce al basso tasso di fertilità e a una politica di sostegno alle famiglie "frammentata e non mirata in modo appropriato". Oltre al fatto che l'immigrazione non riesce più a compensare il calo di nascite. "L'immigrazione - rileva il rapporto - non riuscirà più a compensare il deficit naturale di nascite. Fino al 2014, l'alto livello di immigrazione ha mantenuto il bilancio migratorio positivo e questo ha largamente compensato il bilancio delle nascite negativo. Tuttavia, dal 2015, la popolazione è diminuita per la prima volta", dopo che il bilancio migratorio era diminuito costantemente fin dal 2010. Nel 2015, inoltre, c'è stato il più alto numero di emigranti dall'Italia in altri paesi fin dal 1990. "Poi nel 2016, l'immigrazione netta ha ricominciato ad aumentare ed è previsto ora che si stabilizzi attorno alle 200.000 persone all'anno", conclude la Commissione.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

L'avvertimento di Tajani

Che la legge Fornero sia una questione centrale nel dibattito sulla formazione del nuovo governo, lo dimostrano indirettamente le parole del presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, indicato da Silvio Berlusconi quale candidato premier nel caso di un'affermazione di Fi sulla Lega. Le cose sono andate diversamente e adesso Tajani chiede un governo guidato da Salvini. Salvo ricordargli una serie di paletti proprio sulla sostenibilità dei conti.

“Se vogliamo essere credibili, l'Italia deve presentare un Def in grado di dare un segnale di credibilità ai mercati e alla zona euro. Andare in direzione della crescita e della riduzione del debito pubblico", ha detto al Messaggero. "Il 3 per cento non è un tabù - prosegue - se ci sono investimenti, spese per infrastrutture, si può anche lavorare per avere flessibilità, ma certamente non si ottiene con misure che aumentano il debito pubblico, come il reddito di cittadinanza, che è un disincentivo alla crescita e all'occupazione, che invece va creata, specie nel Sud".
 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Per l'Ue anche l'Italia è zona rossa: si salva solo la Calabria (che però perde il "bollino" verde)

  • Altro che Mes, l'Italia pronta a rinunciare anche ai prestiti del Recovery fund

  • Svezia sicura della sua strategia, elimina anche le restrizioni per anziani e vulnerabili

  • È vero che l'Ue vuole tassare la prima casa? Sì, ma solo se sei ricco

  • La Corte Ue "salva" il taglio dei vitalizi agli eurodeputati italiani

  • Si rifiuta di stringere la mano alle donne. Negata cittadinanza a medico libanese

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
EuropaToday è in caricamento