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Ue dà via libera a fusione tra Peugeot e Fiat, ma a delle condizioni: ecco quali

Per l'antitrust di Bruxelles sia Psa, sia Fca dovranno cedere rami aziendali (e quindi quote di mercato) per completare l'operazione. All'orizzonte, la nascita di Stellantis, il quarto gruppo automobilistico mondiale

Una fusione da 38 miliardi di dollari che farà nascere il quarto gruppo automobilistico mondiale, Stellantis. Sarà questo il nome della nuova multinazionale che sorgerà dalla fusione tra la casa francese Psa e Fiat Chrysler. L'operazione, notificata a Bruxelles lo scorso maggio, ha avuto oggi il via libera della Commissione europea. Ma ad alcune condizioni che le due società hanno proposto e che i servizi dell'Antitrust Ue hanno valutato positivamente perché tutelerebbero la concorrenza nel mercato comune.

L'indagine della Commissione

Dopo la notifica del suo Psa-Fca, Bruxelles ha avviato come previsto dalla legge una indagine approfondita, la Commissione "ha raccolto ampie informazioni e feedback dai concorrenti e dai clienti delle società partecipanti alla fusione", si legge in una nota. Come evidenziato da EuropaToday lo scorso giugno, la fusione ha rischiato di venire fermata per il timore che "l'operazione, come inizialmente notificato, avrebbe danneggiato la concorrenza nel mercato dei piccoli veicoli commerciali leggeri in nove Stati membri" dello Spazio economico europeo (Belgio, Cechia, Francia, Grecia, Italia, Lituania, Polonia, Portogallo e Slovacchia), "dove le società detengono quote di mercato congiunte elevate o molto elevate e sono concorrenti particolarmente stretti. L'acquisizione avrebbe quindi probabilmente portato a prezzi più elevati per i clienti", spiega Bruxelles.

I rimedi proposti

Per rispondere alle preoccupazioni della Commissione, Fca e Psa hanno offerto i seguenti impegni: 

- Un'estensione dell'accordo di cooperazione attualmente in vigore tra Psa e Toyota Motor Europe per i piccoli veicoli commerciali leggeri in base al quale "Psa produce i veicoli venduti dalla Toyota con il marchio Toyota principalmente nell'Unione europea. Ciò avverrà mediante una maggiore capacità disponibile per Toyota e prezzi di trasferimento ridotti per i veicoli e i relativi pezzi di ricambio".

- Una modifica degli accordi di “riparazione e manutenzione” per autovetture e veicoli commerciali leggeri in vigore tra Psa, Fca e le loro reti di riparatori, per facilitare l'accesso dei concorrenti alle reti di riparazione e manutenzione per veicoli commerciali leggeri. In sostanza, Fca e Psa hanno proposto di non utilizzare contratti di esclusiva con clienti e riparatori. Per esempio, scrive Bruxelles, "verrà revocato qualsiasi divieto per i riparatori di utilizzare strumenti e attrezzature Psa/Fca per la manutenzione dei veicoli commerciali leggeri della concorrenza".

Soddisfatta la Commissione

La Commissione ha riscontrato "che il primo rimedio consentirà a Toyota di competere efficacemente" con Stellantis. Inoltre, il secondo rimedio "aiuterà i nuovi operatori a espandersi e competere nei mercati dei veicoli commerciali leggeri. La combinazione di questi impegni consente il mantenimento di una concorrenza effettiva nel mercato dopo la transazione e quindi affronta pienamente tutte le preoccupazioni della Commissione in materia di concorrenza". Da qui il via libera di Bruxelles alla fusione. 

“L'accesso a un mercato competitivo per i piccoli furgoni commerciali è importante per molti lavoratori autonomi e piccole e medie imprese in tutta Europa - dice la vicepresidente della Commissione Ue, Margrethe Vestager - Possiamo approvare la fusione di Fiat Chrysler e Peugeot SA perché i loro impegni faciliteranno l'ingresso e l'espansione nel mercato dei piccoli furgoni commerciali. Negli altri mercati in cui sono attualmente attive le due case automobilistiche, la concorrenza rimarrà vivace dopo la fusione", conclude.

In quanto a fusioni strategiche, l'asse tra Francia e Italia resta caldo: delle sei maxi-operazioni attualmente al vaglio di Bruxelles, ben due riguardano aziende dei due Paesi: la proposta di acquisizione di Chantiers de l'Atlantique da parte di Fincantieri e quella dell'olandese GrandVision da parte della italo-francese EssilorLuxottica.

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