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Domenica, 28 Novembre 2021
Antitrust

Maxi multa Ue al gigante italiano delle conserve: "Ha creato cartello per spartirsi mercato europeo"

La Commissione ha inflitto ammende pari a 20 milioni al gruppo che commercializza marchi come Valfrutta, Cirio e Yoga: "Consumatori hanno pagato prezzi più alti per 13 anni"

La Commissione europea ha inflitto una maxi multa da 20 milioni di euro a Conserve Italia, gigante italiano che produce marchi come Valfrutta, Cirio e Yoga, e alla sua filiale francese. L'accusa di Bruxelles è di aver creato un cartello per "per spartirsi il mercato e fissare i prezzi di alcune conserve vegetali in tutta Europa". Al cartello avrebbero partecipato anche altri gruppi leader del settore, come la francese Bonduelle, Coroos e Groupe CECAB, i quali nel 2019  avevano già trovato un accordo di transazione con Bruxelles, ammettendo di fatto di aver violato le regole antitrust.

Le accuse di Bruxelles

Conserve Italia, invece, ha sempre professato di aver agito nel rispetto delle norme Ue sulla concorrenza, e per questo non ha accettato di "transigere con la Commissione, la quale ha quindi continuato a indagare secondo la normale procedura prevista per i cartelli", si legge in una nota di Bruxelles. "Per oltre 13 anni Conserve Italia e gli altri partecipanti al cartello hanno fissato i prezzi, concordato le quote di mercato e i volumi di vendita, ripartito clienti e mercati, scambiato informazioni commercialmente sensibili e coordinato le risposte alle gare d'appalto - scrive la Commissione - Con il loro comportamento miravano a mantenere o rafforzare la rispettiva posizione sul mercato, mantenere o aumentare i prezzi di vendita praticati, ridurre l'incertezza circa la rispettiva condotta commerciale futura e controllare le condizioni di commercializzazione e di compravendita, così da sfruttare a loro vantaggio la situazione".

L'infrazione riguardava l'intero See, lo Spazio economico europeo (ossia i Paesi Ue più Norvegia, Islanda e Liechtenstein). "La partecipazione di Conserve Italia all'intesa è durata dal 15 marzo 2000 al 1º ottobre 2013 - si legge ancora nella nota di Bruxelles - La Commissione ha constatato l'esistenza di un'infrazione unica articolata in tre accordi distinti: un accordo sulle vendite a dettaglianti del See, con marchio del distributore, di conserve vegetali quali fagiolini, piselli, mix di piselli e carote e verdure miste; un accordo sulle vendite a dettaglianti del See, con marchio del distributore, di conserve di mais; un accordo sulle vendite di conserve vegetali, sia con marchio proprio sia con marchio del distributore (commercializzate con marchio del dettagliante), a dettaglianti e al settore della ristorazione in Francia. Conserve Italia ha partecipato soltanto ai primi due accordi".

Soddisfazione è stata espressa da Margrethe Vestager, vicepresidente della Commissione e responsabile della politica della concorrenza: "Con la decisione odierna possiamo chiudere definitivamente il caso relativo al cartello delle conserve vegetali. Conserve Italia, unico produttore ad aver rifiutato la transazione, si è accordata con gli altri partecipanti all'intesa per spartirsi il mercato e fissare i prezzi di alcune conserve vegetali in tutta Europa. Per oltre 13 anni, quindi, i consumatori hanno subito le conseguenze di una minore concorrenza e di prezzi più elevati. L'ammenda inflitta oggi a Conserve Italia rispecchia, da un lato, la gravità del comportamento anticoncorrenziale tenuto e, dall'altro, l'importanza del diritto della concorrenza", ha concluso.

Ammende 

L'importo delle ammende, pari a 20 milioni di euro, è stato stabilito in base a vari elementi, tra cui il valore delle vendite nel See realizzato da Conserve Italia per i prodotti in questione, la gravità dell'infrazione, la sua estensione geografica e la durata. In virtù della comunicazione della Commissione del 2006 sulla clemenza, Conserve Italia ha beneficiato di una riduzione del 50% dell'importo dell'ammenda per aver collaborato all'indagine della Commissione. La riduzione rispecchia la tempistica della collaborazione di Conserve Italia e la misura in cui le prove che ha apportato sono state utili alla Commissione per dimostrare l'esistenza dell'intesa a cui la stessa Conserve Italia partecipava.

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