Balneari, Bruxelles contro l'Italia: "No a proroga concessioni"

La Commissione europea interviene sul nuovo decreto che di fatto conferma l'estensione per la stragrande maggioranza degli stabilimenti italiani. Lega: "Ue pensi ai mega aiuti di Stato della Germania"

L'Italia si adegui alla sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea, che già nel 2016 aveva sentenziato che la proroga delle concessioni agli stabilimenti balneari, proroga confermata in questi giorni dal governo Conte, viola le norme Ue sulla concorrenza, nello specifico la tanto contestata (da balneari e ambulanti italiani) direttiva Bolkenstein.

"Seguiamo da vicino la situazione per risolverla al più presto e affinché la legge italiana sia conforme al diritto della Ue", ha indicato la Commissione europea rispondendo a una domanda sull'estensione delle concessioni fino al 2033. La portavoce dell'Esecutivo comunitario ha aggiunto che si tratta di una questione di cui Bruxelles si occupa da anni. "Stiamo discutendo con l'Italia sia a livello tecnico che ad alto livello politico per risolvere la situazione il più presto possibile e portare la legislazione italiana in conformità con la legge Ue", ha proseguito.

A chi le chiedeva di chiarire se la crisi sanitaria e il blocco conseguente delle attività giustifichino la decisione di Roma, la portavoce ha detto: "Stiamo verificando tutti i diversi aspetti della questione e al momento non posso fornire ulteriori chiarimenti". Nel 2016 i giudici Ue avevano bocciato la proroga automatica decisa dall'Italia per le concessioni demaniali marittime e lacustri fino al 31 dicembre 2020. Con la sentenza del 14 luglio del 2016, scrive Radiocor, la Corte rilevava che spetta ai giudici italiani verificare se le concessioni italiane debbano essere oggetto di un numero limitato di autorizzazioni per via della scarsità delle risorse naturali, che è la fattispecie in cui si applica l'articolo 12 della direttiva servizi. In questo caso la Corte precisò che il rilascio delle autorizzazioni per lo sfruttamento economico delle spiagge "deve essere oggetto a una procedura di selezione tra i potenziali candidati, che deve presentare tutte le garanzie di imparzialità e trasparenza, in particolare un'adeguata pubblicità".

La Corte rilevava che "la proroga automatica delle autorizzazioni non consente di organizzare una tale procedura di selezione" aggiungendo che certamente l'articolo 12 consente agli Stati membri di "tenere conto di motivi imperativi di interesse generale quali, in particolare, la necessità di tutelare il legittimo affidamento dei titolari delle autorizzazioni in modo che essi possano ammortizzare gli investimenti effettuati". Tuttavia "considerazioni di tal genere non possono giustificare una proroga automatica, qualora al momento del rilascio iniziale delle autorizzazioni non sia stata organizzata alcuna procedura di selezione". In sostanza, i giudici Ue sostengono che l'Italia puo' al massimo limitare le autorizzazioni per ragioni particolari, ma deve comunque bandire una nuova gara per le concessioni e non prorogarle senza concorso. 

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L'intervento dell'Ue non è piaciuto alla Lega: "Quella di Bruxelles è una ingerenza quanto mai odiosa - scrive su Facebook l'eurodeputata del Carroccio Rosanna Conte - A prescindere dalle posizioni sul tema, c'è un dato di fatto incontestabile: dinanzi alla grave crisi economica determinata dalla pandemia, dinanzi a una crisi epocale per il turismo, togliere a migliaia di famiglie la loro fonte di reddito sarebbe un atto gravissimo. Se Bruxelles ci tiene tanto alla concorrenza corretta nel mercato unico, tema alla base della Bolkenstein, pensi semmai ai mega aiuti di Stato che la Germania sta elargendo alle sue imprese e che stanno dando un vantaggio competitivo enorme alle industrie tedesche", conclude Conte. 

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