"Ue verso stop a fusione tra Fca e Peugeot". Per colpa dei furgoni

Secondo il Financial Times, l'operazione che porterebbe la Psa francesce a fondersi con Fiat-Chrysler rischia di venire bloccata dall'antritrust di Bruxelles perché nessuna delle due case automobilistiche vuole cedere quote del mercato dei veicoli commerciali

Il nuovo gruppo che nascerà dalla fusione sarà controllato al 50% dagli azionisti del gruppo Psa e al 50% dagli azionisti di Fca, 31 ottobre 2019. ANSA

La fusione da 50 miliardi di dollari tra la francese Psa, proprietaria dei marchi Peugeot e Citroen, e l'italo-americana Fiat-Chrysler rischia di venire bloccata dall'Antitrust dell'Unione europea. La causa? Il nuovo gigante dell'auto, oltre a scalare i vertici mondiali del settore, diventerebbe in Europa il leader indiscusso del mercato dei veicoli commerciali. Un mercato che sembra sempre più redditizio, tanto che proprio tanto Psa, quanto Fca non vogliono cedere e rispettive quote di furgoni. A sostenerlo è il Financial Times, che ha raccolto una serie di indiscrezioni non ancora confermate dai diretti interessati. Ma che hanno già determinato contraccolpi negativi in borsa per i titoli dei due produttori.

Secondo quanto scrive l'autorevole quotidiano finanziario, con la fusione Psa e Fca avrebbero "un terzo del mercato europeo" di van, "più del doppio del 16% detenuto da Renault o Ford, i due concorrenti più vicini". Che il segmento veicoli commerciali sia di interesse crescente, lo dimostra il recente accordo tra Ford e Volkswagen volto proprio a potenziare la produzione, tra le altre cose, di piccoli furgoni. Nel Regno Unito, la stessa Peugeot, in linea con il suo piano di riapertura progressiva degli stabilimenti europei post-coronavirus, ha spostato una parte dei lavoratori dello stabilimento ancora chiuso di Ellesmere Port (dove produce auto delle controllate Vauxhall e Opel) in quel della sede di Luton, dove invece si realizzano veicoli commerciali. 

I segnali sono chiari: questo segmento è redditizio e mostra di poter tornare a crescere a ritmi sostenuti dopo la crisi del Covid-19. Da qui la riluttanza di Psa e Fca a cedere le rispettive quote. Per Bruxelles, il fatto che il nuovo gigante possa controllare un terzo del mercato dei piccoli furgoni rappresenta una violazione delle norme Ue antitrust, sostiene il Financial Times. Da qui la pressione sui due produttori affinché forniscano una soluzione a tale problema. 

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Secondo il Financial Times, a ogni modo, le resistenze di Bruxelles potrebbero rallentare l'iter della fusione, ma non faranno saltare l'accordo. Un accordo che farebbe di Psa-Fca "un produttore da 9 milioni di veicoli l'anno, con posizioni forti in Europa e Nord America e una delle line-up di veicoli più redditizie di qualsiasi casa automobilistica a livello globale".

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