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Trump impone dazi per 60 miliardi alla Cina ma risparmia (per ora) l'Unione europea

Con Bruxelles aperte trattative per modificare i rapporti commerciali, il presidente Usa: “Loro ci pongono delle barriere, non è giusto”

La “guerra commerciale” di Donald Trump va avanti, ma per ora risparmi l'Unione europea. Il presidente americano ha firmato il "primo di tanti" provvedimenti per ristabilire l'equilibrio in una bilancia commerciale, che per lui, è totalmente a sfavore degli Usa. Trump ha firmato un memorandum con cui gli Stati Uniti stabiliscono dazi per circa 60 miliardi di dollari su oltre 100 prodotti cinesi. "Riusciremo a trovare migliori accordi commerciali - ha detto Trump alla Casa Bianca - ma per ora dobbiamo prendere un provvedimento. Abbiamo un deficit commerciale di 504 miliardi di dollari o, dipende da come lo calcoliamo, di 375 miliardi con la Cina. Si tratta del più grande deficit commerciale nella storia del mondo. Il più grande della storia dell'umanità abbiano un enorme debito di proprietà intellettuali".

L'Ue esentata

Al momento però con l'Unione europea si sceglie la strada del dialogo, ma l'obiettivo è comunque quello di un intervento. "Abbiamo appena iniziato i negoziati con l'Unione Europea perché in un certo senso hanno escluso il nostro paese, ponendo delle barriere commerciali. Possono fare scambi con noi ma noi non possiamo con loro. Non è giusto", ha detto Trump che punta ad arrivare a un accordo più favorevole per gli Stati Uniti. La Commissione europea chiedeva che l'Ue fosse esentata dagli interventi statunitensi e la responsabile del Commercio, Cecilia Malmstrom, è anche andata personalmente negli Stati Uniti per discutere la faccenda.

“È un bene sentire che l’alluminio e l’acciaio dell’Ue per il momento saranno esentati dalle tariffe degli Stati Uniti”, si è rallegrato il capogruppo del Ppe in Parlamento europeo, Manfred Weber, definendo quella di Trump un “decisione giusta”. Di “buona notizia” parla anche Tizian Beghin, europarlamentare del Movimento 5 Stelle. “Il vero pericolo per le imprese americane arriva dalla sovrapproduzione cinese. I Paesi europei hanno sempre rispettato le regole del Wto e non hanno mai fatto concorrenza sleale”.

La rabbia cinese

Non altrettanto felice la Cina. L'ambasciatore di Pechino negli Stati Uniti, Cui Tiankai, ha avvertito che la nazione asiatica risponderà ai dazi annunciati dal presidente degli Stati Uniti, spiegando che a pagarne il prezzo sarà la classe media americana. "Non vogliamo una guerra commerciale", ha detto il diplomatico in un video pubblicato sulla pagina Facebook dell'ambasciata. "Ma non ne abbiamo paura", ha avvertito.

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