Corte Ue salva Apple, non dovrà rimborsare 13 miliardi all'Irlanda: "Nessun vantaggio fiscale"

Schiaffo alla commissaria alla Concorrenza Vestager che nel 2016 aveva stabilito che non tassando la maggior parte dei profitti dell'azienda Dublino aveva concesso aiuti di Stato illegali

Foto Ansa EPA/ALEX PLAVEVSKI

Per la vicepresidente e responsabile alla Concorrenza Margrethe Vestager è un duro colpo. E non solo per lei ma anche, e soprattutto, per la lotta all'elusione fiscale nell'Unione europea. Il Tribunale di primo grado dell'Ue ha annullato la decisione della Commissione europea riguardante i tax ruling dell'Irlanda a favore di Apple, perché l'esecutivo comunitario non è riuscito a dimostrare in modo "giuridicamente adeguato" l'esistenza di un vantaggio anticoncorrenziale concesso da Dublino in violazione dei trattati Ue. Il tribunale ha stabilito quindi che il produttore di iPhone non deve pagare i 13 miliardi di euro in imposte arretrate irlandesi.

Ribaltata la decisione di Bruxelles

In questo modo i giudici hanno ribaltato una decisione dell'antitrust del 2016 che aveva richiesto la somma record all'interno di un giro di vite sugli accordi fiscali tra le multinazionali e alcuni paesi dell'Ue. Secondo Bruxelles l'Irlanda aveva dato ad Apple, per attirarla sul suo territorio, un vantaggio rispetto ad altre società, consentendole di evitare tra il 2003 e il 2014 imposte per circa 13 miliardi di euro, sostenendo, appunto, che costituivano "aiuti di Stato" illegali di Irlanda. Ma secondo il Tribunale, "la Commissione ha sbagliato a dichiarare che la Apple ha avuto un vantaggio selettivo e quindi, per estensione, un aiuto di Stato" avendo consentito loro di non imputare alle loro filiali irlandesi i redditi ottenuti dalle vendite fuori dall'America. Per il Tribunale "la Commissione avrebbe dovuto dimostrare che il reddito rappresentava il valore delle attività realmente portate avanti dalle filiali irlandesi". Inoltre "la Commissione non è riuscita a dimostrare errori metodologici nel tax ruling contestato che avrebbe portato ad una riduzione dei profitti di Apple in Irlanda". Nonostante il Tribunale “si rammarichi della natura incompleta e talvolta inconsistente del tax ruling contestato”, e quindi del regime concesso da Dublino, “i difetti individuati dalla Commissione non sono, da soli, sufficienti a provare l'esistenza di un vantaggio", scrive il Tribunale nella sua sentenza.

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Schiaffo a Vestager

La decisione dei giudici europei rappresenta un duro colpo nei confronti della vicepresidente Vestager, responsabile della concorrenza, che da anni persegue una politica molto aggressiva nei confronti delle multinazionali accusate di beneficiare di un trattamento fiscale ritenuto troppo favorevole nella Ue. La stessa Vestager finì nel mirino del presidente Usa, Donald Trump che la definì la "signora delle tasse" che “odia gli Stati Uniti” proprio a causa del caso Apple. Felice invece il governo irlandese. Il ministro delle Finanze del Paese, Paschal Donohe, ha rilasciato una dichiarazione nella quale sostiene che "l'Irlanda è sempre stata chiara rispetto al fatto che non c'è mai stato un trattamento di favore per le due società di Apple. La corretta somma di denaro è stata addebitata seguendo le normali regole fiscali irlandesi". Il portavoce del partito Sinn Fein, all'opposizione, Pearse Doherty ha invece dichiarato che "oggi è stato un brutto giorno per i contribuenti irlandesi".

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