Bilancio, l’Eurogruppo critica l’Italia: “Ci sono delle regole”

Il ministro Tria assicura: "Il debito scende". Ma per il commissario Dombrovskis la manovra "a prima vista non è compatibile con il patto di stabilità"

L’Europa mette l’Italia sotto pressione per la manovra su cui i partiti di governo hanno raggiunto l’intesa. Uno dopo l’altro tutti i partner dell’Eurogruppo mostrano insofferenze per una legge di bilancio considerata contraria alle regole e potenzialmente pericolosa per l’eurozona. “Ci sono delle regole” è il mantra ripetuto dai ministri economici di tutti gli Stati membri. Lo ripetono i membri dei governi di Francia, Paesi Bassi, Austria, Finlandia, Slovacchia, Malta, Cipro.

Moscovici: "Regole sono fatte per essere rispettate"

A loro si aggiunge la Commissione europea. “Le regole sono fatte per essere rispettate, e il mio compito è farle rispettare”, ricorda Pierre Moscovici, responsabile per gli Affari economici dell’esecutivo comunitario. Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, è convinto di poter convincere i partner della bontà delle intenzioni del governo di cui fa parte. “Il debito scende”, assicura. “Adesso cercherò di spiegare ciò che sta accadendo e come è formulata la manovra”. Il fatto che debba tentare di spiegare bene rende l’idea delle difficoltà dei partner nel considerare affidabile l’interlocutore italiano. Lo stesso Tria si era speso in prima persona, nel corso delle ultime settimane, sul rispetto di vincoli, impegni e parametri. Ora lo stesso Tria è visto come colui che si è rimangiato la parola o, peggio, colui che nelle fila del governo non riesce a imporsi. Non proprio un bel biglietto da visita.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Morbido il Lussemburgo

La reazione è quella di un fronte unico contro l’Italia. L’idea di aumentare la spesa, invece di ridurla, e portare il rapporto deficit/Pil al 2,4% nel 2019 e fino al 2021, compatta i Paesi Ue con la moneta unica. L’unico a scegliere la linea morbida è il Lussemburghese Pierre Gramegna. “Il deficit di bilancio resterà sotto la soglia del 3%, al 2,4%, che è più alto del previsto ma ancora sotto la soglia” prevista dal Patto di stabilità e crescita. La Commissione Ue invece la vede in tutt’altro modo. Per Valdis Dombrovskis, commissario per l’Euro, la manovra a prima vista “non è compatibile con il patto di stabilità”. Vuol dire che l’Ue è pronta a stangate, stangate che i partner chiedono.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • In Svezia non c'è la seconda ondata, l'epidemiologo di Stato: "La nostra strategia è sostenibile"

  • "Chiamatemi Principessa", la figlia illegittima del re vuole i titoli. Ma la Casa reale dice no

  • Altro che furbetti del reddito di cittadinanza, Parigi perde 14 miliardi l'anno per frodi al welfare

  • “Salvini marionetta di Putin”, l'alleato di Berlusconi attacca la Lega

  • Non basta la seconda ondata, Francia alle prese anche con la 'sindrome da post-Covid'

  • La Germania ha deciso: il vaccino per il coronavirus sarà volontario

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
EuropaToday è in caricamento