Tassisti sul piede di guerra: con la liberalizzazione più danni che benefici

Studio presentato al Parlamento Ue dalle associazioni di categoria. Con l'apertura a Uber pochi risparmi per i consumatori, aumento nullo dei clienti e impatto brutale sugli operatori. Possibili danni per oltre un miliardo di euro.

ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Tassisti di nuovo sul piede di guerra contro Uber, questa volta senza scioperi o manifestazioni ma impugnando uno studio fatto realizzare da KPMG Advisory e presentato al Parlamento Ue di Bruxelles in un evento organizzato dall'eurodeputato di Forza Italia Salvo Pogliese. Uno studio imbracciato per smantellare l'idea che la liberalizzazione del settore - in sostanza l'apertura a Uber ed altri operatori simili - porterebbe tariffe più basse e un maggior numero di clienti e contrastare così qualsiasi iniziativa europea e nazionale a favore della liberalizzazione del mercato.

Risparmi limitati per i consumatori ma costi salati per i tassisti

1,6 euro in meno su una corsa media di 15 euro, sarebbe questo il risparmio per i consumatori determinato dall'eventuale apertura del mercato di taxi e Ncc a nuovi operatori, leggasi Uber. Un taglio delle tariffe limitato e che quindi non sarebbe sufficiente a incrementare il bacino di utenti, stimato in un magro +0,2%.

Questo ulteriore ribasso di prezzo sarebbe però estremamente gravoso per gli operatori del settore, già in equilibrio 'precario', un taglio al loro risultato netto del 20,5%, osisia di un quinto. In sostanza, dice lo studio 'L'impatto dell'innovazione sulla mobilità non di linea, Regole, mercato e Finanza Pubblica' della KPMG, l'apertura del mercato costituirebbe un possibile colpo di grazia per gli operatori esistenti, che rischierebbero di chiudere in massa con un impatto socio-economico stimato tra 1,3 e 1,7 miliardi di euro che ricadrebbe sulla cittadinanza in termini di costi sociali.

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In questo contesto a tinte fosche, i rappresentanti di Tea, Taxi Europe Alliance, tra cui Claudio Giudici, hanno "ribadito il loro comune impegno in difesa del servizio pubblico dei taxi in Europa".

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