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Un tassa europea sulla transazioni finanziarie, la proposta di Parigi e Berlino

I ministri delle Finanze di Francia e Germania portano all'Eurogruppo una bozza di legge per l'introduzione di un'imposta comune su tutte le operazioni effettuate all'interno della zona Euro

Per anni l'hanno chiamata Tobin Tax per via dell'economista che l'aveva proposta. Oggi, non ha ancora un nome ma il senso è più o meno lo stesso: una tassa sulle transazioni finanziarie per rimpinguare le casse pubbliche. E' la proposta portata sul tavolo dell'Eurogruppo, che si riunisce oggi a Bruxelles, dal ministro dell'Economia francese, Bruno Le Maire, e dal titolare delle Finanze tedesche, Olaf Scholz.

A renderlo noto il quotidiano "Sueddeutsche Zeitung", citando fonti vicine a Scholz. La proposta franco-tedesca è di creare una tassa europea, quindi sovranazionale, per tutte le transazioni finanziarie effettuate nell'Eurozona o nell'intera Unione: nel primo caso, i ricavi andrebbero direttamente nel bilancio comune dei Paesi della zona Euro (che ancora non è stato costituito), nel secondo caso rimpinguerebbe le casse sempre meno "ricche" dell'Ue a 27. 

L'imposta, stando a quanto si legge nel documento preparato da Le Maire e Scholz, si baserà su quella già in vigore in Francia e dovrà essere versata da "tutte le imprese con una quotazione azionaria superiore al miliardo di euro". Per convincere gli Stati membri contrari a questa tassa, Le Maire e Scholz propongono che le entrate vengano impiegate per "compensare i contributi al bilancio dell'Ue".

Del resto, una proposta simile era stata avanzata da Mario Monti e dal suo gruppo di lavoro sulle risorse proprie dell'Unione, ossia sugli strumenti fiscali per garantire a Bruxelles forme di finanziamento diretto e non "mediate" dai contributi degli Stati membri.

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