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Tagli al bilancio e alle pensioni d’oro: ecco cosa Bruxelles chiede al governo M5s-Lega

Secondo la Commissione europea l’Italia ha rispettato finora le regole, ma per il 2019 servirà un aggiustamento strutturale non da poco. Ed elogia la legge Fornero 

Finora siamo stati ligi alle regole europee sul bilancio. E se vogliamo continuare su questa strada, al nuovo governo spetterà subito prendere in mano le forbici e assicurare per il 2019 un aggiustamento strutturale del bilancio dello 0,6%, che milione in più, milione in meno, dovrebbe corrispondere a un taglio alla spesa pubblica da 10,6 miliardi di euro.

Spirito costruttivo

Una cifra che sembra contrastare con le misure previste dal contratto di governo siglato tra M5s e Lega. Ma, come ha spiegato il commissario Ue agli Affari economici Pierre Moscovici, la Commissione è pronta “a lavorare con spirito costruttivo” con il nuovo governo. Ricordando comunque che ridurre il debito "è nell'interesse degli italiani e nell'interesse generale”.

La manovra aggiuntiva richiesta da Bruxelles fa parte del set di raccomandazioni che l’esecutivo comunitario ha presentato oggi. Raccomandazioni che possono essere riassunte in quattro grandi aree. La prima è quella già citata dell’aggiustamento strutturale. La seconda è assicurare che la giustizia civile funzioni e il contrasto alla corruzione. La terza è mantenere il ritmo di riduzione dell'alto stock di sofferenze bancarie. La quarta raccomandazione è attuare la riforma delle politiche attive del lavoro. 

Pensioni d’oro e legge Fornero

Per quanto riguarda le pensioni, la Commissione inviata a non disperdere i risultati raggiunti con la riforma Fornero. L'Italia deve "ridurre la quota delle pensioni nella spesa pubblica per creare spazio per altre spese sociali", scrive Bruxelles. Per l'esecutivo comunitario, la spesa pensionistica, che ammonta a circa il 15% del Pil, ora "è tra le più alte nell'Ue". Secondo l'analisi della Commissione, grazie alla riforma Fornero, la sostenibilità di lungo periodo è migliorata. Tuttavia sia nel 2017 sia nel 2018 c'è stata una marcia indietro parziale. "La spesa pensionistica è destinata a aumentare nel medio periodo". 

Per la Commissione, l'elevata quota della spesa previdenziale "limita altre spese sociali", incluse la lotta alla povertà e la spesa pro-crescita come l'educazione. Secondo l'esecutivo comunitario, l'Italia può realizzare "considerevoli risparmi" intervenendo sulle pensioni più elevate a cui non corrispondono contributi adeguati. Si tratta delle pensioni d’oro non compensate dai contributi, uno dei punti del contratto di governo. 

Pagamenti in contanti

Tornando alle questioni di bilancio, la Commissione chiede all'Italia di "aumentare gli sforzi per affrontare l'economia sommersa, incluso il rafforzamento dell'uso obbligatorio dei pagamenti elettronici attraverso soglie legali più bassi per i pagamenti in contanti". Sul fronte fiscale, l'esecutivo comunitario chiede di ridurre la tassazione sul lavoro, tagliando la cosiddetta "tax expenditure" (esenzioni, deduzioni e detrazioni) e riformando i valori catastali.
 

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