La Francia vieta ai supermercati la vendita di prodotti "non di prima necessità"

La decisione del governo per tutelare i piccoli negozi, come le librerie, che hanno dovuto chiudere i battenti con il nuovo lockdown. Ma la grande distribuzione protesta: "Un regalo ad Amazon"

I supermercati francesi continueranno a restare aperti ma non potranno vendere "prodotti non di prima necessità". Lo ha annunciato il primo ministro Jean Castex, che ha così risposto alle proteste dei piccoli commercianti, costretti a chiudere le loro attività in seguito al nuovo lockdown. Ma la mossa non è andata giù alla grande distribuzione, che ha accusato il governo di fare un favore alle piattaforme di e-commerce come Amazon.

Stop alla vendita di beni non essenziali

"Non torneremo sui provvedimenti annunciati" per combattere l'epidemia di Covid-19, ha sottolineato il capo del governo, ma "sarà vietata la vendita di prodotti nei supermercati che sono già vietati nei negozi locali", ha detto. Castex ha anche esortato "tutti, al di là dei commercianti", a rispettare questo limite: "La sopravvivenza dell'economia è in gioco, da essa dipende la nostra salute collettiva", ha insistito. Il primo ministro ha promesso di "sostenere in modo massiccio (le imprese colpite dalle restrizioni, ndr) in modo che non cessino l'attività". "È già stato fissato un appuntamento per vedere, se la situazione migliorerà, come si può uscire gradualmente dal lockdown", ha aggiunto. "Ma mentre parliamo, è chiaro che la priorità è proteggere la salute dei nostri concittadini", ha tenuto a precisare.

La nuova misura del governo arriva dopo che nei giorni scorsi più di cinquanta sindaci e amministratori locali avevano chiesto di "lavorare velocemente a una soluzione" per le imprese locali. Una richiesta che mira in particolare a difendere le librerie. Tra gli altri negozi che dovranno tenere le saracinesche abbassate ci sono cartolerie, rivenditori di prodotti di elettronica e parricchieri. Per la Federazione della grande distribuzione francese, la Fcd, il divieto di vendita dei beni non essenziali "indebolirà le imprese grandi e piccole, lasciando il campo aperto a player come Amazon". Non è ancora chiaro quali prodotti saranno vietati: "Potremmo vendere il dentifricio, ma non il mascara dello scaffale accanto", lamenta Jacques Creyssel della Fcd.

La ribellione dei Comuni

Se la decisione del governo non piace alle grandi catene di supermercati, non è detto che placherà la rabbia dei piccoli commercianti. Una rabbia che ha trovato l'appoggio di alcuni sindaci, come quello di Parigi, Anne Hidalgo: "Certi negozi locali, come le librerie o i saloni di bellezza, sono più che mai necessari per mantenere i legami sociali e combattere gli effetti dell'isolamento", ha detto nell'annunciare un'iniziativa a loro sostegno. Altri Comuni hanno scelto invece la strada della ribellione alle misure di lockdown, emanando decreti che autorizzano l'apertura di attività non alimentari nel proprio territorio. "Sindaci irresponsabili" che "minacciano la salute dei francesi", li ha definiti il ministro dell'Economia Bruno Le Maire.

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