Stop all'importazione di riso senza dazi dalla Cambogia. L'Italia chiede il blocco a Bruxelles

Lettera dei ministri Martina e Calenda alla Commissione Ue: attivare la clausola di salvaguardia. Le importazioni senza dazi dall'Est asiatico stanno mettendo in ginocchio il settore europeo.

Protesta contro l'importazione di riso dalla Cambogia. ANSA/ UFFICIO STAMPA COLDIRETTI

Salvare il riso italiano dalle importazioni a dazio zero dai Paesi asiatici, Cambogia in testa. E' questa la richiesta partita da Roma, dai Ministeri delle politiche agricole alimentari e forestali e dello Sviluppo Economico, con destinazione Bruxelles, più in concreto l'Alto rappresentante per la politica estera e di difesa della Ue Federica Mogherini, la titolare al commercio estero Cecilia Malmstrom e quello all'agricoltura Phil Hogan. Il dossier inviato dal governo contiene uno studio di impatto sul settore risicolo continentale ed italiano e la richiesta di attivazione della clausola di salvaguardia per il riso europeo.

Nel dossier, frutto della collaborazione dell'Ente risi e uno studio legale internazionale, si sottolinea che "solo l'Italia dalla campagna 2011/12 alla campagna 2016/17 ha conosciuto un mancato collocamento di riso Indica, il riso a grano lungo o orientale, lavorato nell'UE di circa 67.000 tonnellate".

La lettera dei ministri Martina e Calenda

"Chiediamo l'attivazione della clausola di salvaguardia - dice la lettera dei Ministri Martina e Calenda - perchè la crisi dei prezzi mette a rischio la sopravvivenza e il futuro dell'intera filiera risicola europea. L'abbandono della risicoltura provocherebbe ripercussioni gravissime non solo sotto il profilo della tenuta socio-economica di molti distretti rurali ma anche dal punto di vista ambientale, tenuto conto del valore degli ecosistemi che caratterizzano le aree di produzione".

"Le cause principali di questa crisi senza precedenti - prosegue la lettera - sono da attribuire al regime particolarmente favorevole praticato nei confronti dei Paesi Meno Avanzati (accordo Eba, everything but arms), che prevede la possibilità di esportare verso l'Ue quantitativi illimitati di riso a dazio zero. Per questo già a luglio scorso insieme a Francia, Spagna, Bulgaria, Grecia, Ungheria, Portogallo e Romania abbiamo chiesto alla Commissione di attivare la clausola di salvaguardia. Con il nuovo dossier inviato ci aspettiamo decisioni conseguenti da parte della Commissione europea".

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I dati

Nel corso degli ultimi 5 anni il consumo comunitario di riso è aumentato del 5% e le importazioni di riso lavorato dalla Cambogia sono aumentate del 171%. Oltre a ciò nello stesso periodo le vendite di riso di qualità Indica, il riso a grano lungo o orientale, coltivato nell'Ue sono calate del 37%, da 676.900 a 427.904 tonnellate. Ciò si è tradotto in un calo del 18% delle quote di mercato detenute dagli operatori dell'Ue: dal 46% al 28%. Parlallelamente la superficie investita a riso Indica nell'UE è calata del 40%, da 158.000 a 92.000 ettari, così come è calata del 39% la produzione di risone. I prezzi del riso Indica importato dalla Cambogia (488,58 euro per tonnellata nella campagna 2016/17) si collocano ben al di sotto del prezzo, circa il 30% in meno, praticabile dagli operatori comunitari. Come conseguenza di quanto sopra i risicoltori dell'Ue hanno ridotto la superficie investita a riso Indica ed aumentato quella investita a riso Japonica creando un eccesso di offerta che ha determinato ripercussioni a livello di prezzo anche su questo comparto (mediamente del 30% con punte del 60%).

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